Il caldo non dà tregua e miete vittime. Cinque persone sono morte ieri per le alte temperature, due agricoltori nel lodigiano e nel piacentino, un lavoratore nel padovano, un clochard a Napoli e un uomo al cimitero di Garlasco. Oggi saranno 17 le città italiane da bollino rosso per i rischi legati all'afa. Prevista una riunione tecnica al ministero della Salute con Schillaci.Lunghe file fuori dagli Uffizi, visite contingentate e stop alla vendita dei biglietti per i condizionatori in tilt. In Francia un altro morto per annegamento, un bimbo di 6 anni. Dal 18 giugno le vittime sono 42. In Gran Bretagna temperature fino a 39 gradi. Allerta rossa a Londra e in Galles, scuole e uffici chiusi.

Il picco del caldo è atteso per lunedì 29 giugno, con massime che potranno superare i 40 gradi sulla Pianura Padana, nelle zone interne della Sardegna e lungo il medio versante tirrenico.

“Le carceri sono come forni crematori: occorrono interventi”

"Le temperature che stanno caratterizzando queste settimane stanno aggravando ulteriormente le condizioni di vita e di lavoro all'interno delle carceri italiane, gli istituti sono come forni crematori", dice a LaPresse Mauro Nardella, segretario nazionale del Coordinamento nazionale di polizia penitenziaria e Sindacato di polizia penitenziaria (Cnpp-Spp), che denuncia le criticità strutturali di molti istituti penitenziari e le conseguenze che il caldo sta producendo, sia sui detenuti sia sul personale di polizia penitenziaria. "Se all'esterno il caldo rende difficili le giornate e le notti di molti cittadini, all'interno delle carceri la situazione assume contorni ancora più drammatici”, ha aggiunto. “Molti istituti, soprattutto quelli costruiti negli anni Ottanta, sono stati realizzati con criteri architettonici che prevedono un massiccio impiego di cemento e acciaio. Strutture che, durante l'estate, accumulano e trattengono il calore, trasformando gli ambienti detentivi in luoghi particolarmente difficili da vivere e da gestire".