Un mezzo capolavoro quello realizzato da Alberto Aquilani (41anni) alla guida del Catanzaro, portato a un passo dalla serie A, sfuggita nelle finali dei playoff contro il Monza solo per il peggior piazzamento in classifica, quinto posto contro il terzo dei lombardi nella regular season.

Nel campionato precedente, dominato dai neroverdi di Fabio Grosso, la squadra calabrese aveva chiuso sempre al quinto posto per poi perdere la semifinale dei playoff contro lo Spezia. L’allenatore era Fabio Caserta, passato al Bari. Il Catanzaro di Aquilani, sia pure con lo stesso piazzamento in classifica, aveva fatto meglio, totalizzando un maggior numero di punti, 59 contro 53, segnando più reti, 62 contro 51, ma subendone qualcuna in più, 51 contro 45. Questo dopo un avvio di campionato piuttosto incerto. Dopo 8 turni, solo 5 punti, frutto di altrettanti pareggi e 3 sconfitte. Il modulo iniziale era il 4-2-3-1, utilizzato solamente per le prime due partite, entrambe finite in parità. Dalla terza difesa a tre e mai più abbandonata, anche se il modulo variava dal 3-4-2-1 ai meno impiegati 3-5-1-1, 3-5-2, 3-4-3 o 3-4-1-2. Il primo successo al nono turno, 1-0 sul Palermo.

Nell’occasione il Catanzaro era disposto sul 3-4-2-1 con Fabio Rispoli (19) e il capitano Pietro Iemmello (34) dietro all’unica punta Filippo Pittarello (29). Iemmello, lontani trascorsi anche nel Sassuolo, 13 reti e 10 assist nelle 38 partite complessivamente disputate, playoff compresi, che affiancava l’ariete Pittarello, 12 gol in 34 partite, quando si passava al 3-5-2 o al 3-4-1-2. Punti fermi della squadra l’esperto portiere Mirko Pigliacelli (32), il difensore centrale brasiliano Matias Antonini (28), il centrocampista Simone Pontisso (29), ovviamente il ’re’ o ’zar’ Iemmello e Pittarello, prelevato dal Cittadella. Rivelazioni, l’esterno destro Costantino Favasuli (22), che Aquilani conosceva bene per averlo avuto nella Fiorentina Primavera, reduce da un anonimo campionato nel Bari e debuttante nella nazionale di Silvio Baldini dopo una stagione da protagonista con 41 presenze, 2 reti e 9 assist, e Mattia Liberali (19), trequartista scuola Milan, 24 presenze 3 reti e 4 assist, ispiratore delle punte nel 3-4-1-2, paragonato per l’inventiva e la genialità al compianto Evaristo Beccalossi.