La doppia finale contro il Monza non è bastata per centrare la promozione diretta, ma l’impresa del Catanzaro è già scolpita nella storia del club. La formazione giallorossa è andata a un passo dal sovvertire ogni logica e gerarchia del calcio moderno, mettendo in seria difficoltà una vera e propria corazzata e sfiorando il sogno della Serie A. Il miracolo sportivo è stato accarezzato grazie alle reti di due comprimari di una stagione memorabile, resa tale dall’apporto fondamentale di uno staff tecnico d’eccellenza guidato da Alberto Aquilani e da un gruppo di ragazzi terribili. Questo organico è stato sapientemente costruito sul mercato da Ciro Polito, direttore sportivo dalle idee chiarissime nel tradurre in realtà le linee guida tracciate dalla società del presidente Floriano Noto.

L’orgoglio giallorosso e le lacrime di Monza

L’annata calcistica si è conclusa a testa alta. Al triplice fischio i tesserati hanno guardato in faccia i propri sostenitori, condividendo un pianto liberatorio dopo una cavalcata favolosa. Le immagini delle lacrime versate da Alberto Aquilani, rincuorato sul campo dal tecnico vincente Paolo Bianco, hanno fatto il giro d’Italia. Altrettanto toccante è stato lo scatto dell’allenatore intento a consolare un piccolo tifoso giallorosso, un momento di commozione che ha contagiato l’intera squadra, rimasta per lunghi minuti a ricevere il tributo del pubblico. I sostenitori del Catanzaro sono accorsi in Lombardia da ogni angolo del Paese, superando indenni scioperi dei trasporti e peripezie di ogni genere. È stata una serata magica, dominata da abbracci, complimenti e dalla consapevolezza di aver lanciato un messaggio chiaro a tutto il movimento calcistico nazionale: una squadra con un DNA prettamente italiano può dire la sua anche di fronte a ricche proprietà straniere, scrivendo pagine epiche di storia e risvegliando l’orgoglio di una piazza rimasta per decenni ai margini del calcio professionistico, pur senza mai sprofondare nei dilettanti.