Milano, 23 giugno 2026 – Molto più di un mestiere. Una passione, ma anche una missione. Con l’obiettivo di lavorare per il bene della collettività, sempre pronti a rispondere a una richiesta di aiuto.
Parlava così della sua professione Francesco Imprezzabile, l’agente di polizia locale milanese morto scivolando dalla moto mentre inseguiva un Suv in fuga. Un decesso avvenuto mentre era impegnato a trasformare in un'azione concreta la testimonianza che aveva pubblicato sulla sua pagina Facebook il 23 maggio scorso. Come faceva ogni giorno, in ciascuna occasione e sfida la quotidianità di ghisa gli proponesse.
Il messaggio
Era giusto un mese fa. Francesco Imprezzabile, originario di Mazara del Vallo, Sicilia, in servizio al comando di polizia locale di Zona 4, affidava al suo profilo social le riflessioni sulla sua scelta di vita. “Indossare questa divisa non è solo un lavoro, è una responsabilità – scriveva – Non è un mestiere qualunque: è vocazione, passione e senso del dovere. Solo quando fai questo con il cuore puoi dare sempre il meglio di te stesso”.
Con parole che erano un monito a se stesso, ai suoi contatti Facebook e, in qualche modo, alla comunità servita tutti i giorni, l’agente chiariva il suo pensiero su una professione anche incompresa, a volte. “Dietro ogni giornata ci sono sacrifici, rinunce, fatica e tante cose che nessuno vede – annotava Imprezzabile – Ma quando fai tutto con onestà, rispetto e onore, allora sai di essere sulla strada giusta. Non bisogna mai mollare, anche quando tutto sembra più difficile, perché i risultati ottenuti con sacrificio parlano da soli”.










