«Chi protegge i cittadini merita protezione», scriveva in un post sul suo profilo Instagram Francesco Imprezzabile, l'agente di polizia locale di Milano, 39 anni, morto ieri sera, intorno alle 21.30, nel comune di Peschiera Borromeo cadendo dalla moto durante un inseguimento di un'auto pirata che non si era fermata ad uno stop e che si è poi data alla fuga.

«Ieri sera ho perso uno dei miei uomini - ha detto il comandante della Polizia locale di Milano, Gianluca Mirabelli - Ho perso un ragazzo che ad agosto avrebbe compiuto 40 anni. Mando un abbraccio alla sua famiglia. Con i genitori siamo in contatto e voglio rassicurarli sul fatto che stiamo facendo tutto il necessario per ricostruire la dinamica», descrivendo la vittima come “un collega che amava il proprio lavoro e l’ha dimostrato. Forse lo amava troppo”. Il suv che ieri sera era stato abbandonato è stato rintracciato oggi e dopo poche ore gli investigatori, seguendo le tracce lasciate dai fuggitivi dopo l'abbandono del veicolo, sono riusciti a localizzare anche i due sospettati nel capoluogo brianzolo.Chi sono i fermati Si tratta di due cittadini albanesi, come confermato dal comandante. La loro posizione è ora al vaglio degli inquirenti, che dovranno determinare le singole responsabilità nella tragica sequenza di eventi iniziata la sera precedente. «Quello eseguito infatti - ha precisato il comandante - è un fermo per identificazione. «Ci sarà anche la comparazione delle impronte per arrivare a un'identificazione certa”. A chi gli chiedeva se i due abbiano precedenti, Mirabelli ha risposto: “Parrebbe di sì”. Sui due non sono ancora stati eseguiti gli esami tossicologici, “anche perché comunque sono passate diverse ore, però nel caso verranno valutati anche quelli”, ha aggiunto Mirabelli. “Al momento - ha precisato - l'unica misura è un fermo per identificazione. Nel corso delle ore valuteremo con l'autorità giudiziaria sulla base degli elementi tecnici che stiamo accertando quali eventuali misure attuare. Nelle prossime ore credo che ci siano degli sviluppi”. «Il suv non è intestato a un privato», ha riferito il comandante della Polizia locale di Milano, Gianluca Mirabelli, che non ha voluto confermare indiscrezioni di stampa sul fatto che il mezzo fosse stato preso a noleggio e che la targa fosse clonata.La fuga e il ritrovamento del Suv a Pioltello Il drammatico episodio si è consumato intorno alle 21.30 di lunedì. Il conducente del grosso Suv non si era fermato all'alt imposto durante un controllo stradale a Ponte Lambro. Il suv «ha accelerato raggiungendo una velocità considerevole», ha spiegato il comandante della Polizia locale di Milano, Gianluca Mirabelli. L'agente Imprezzabile, 39 anni, si era immediatamente messo all'inseguimento del mezzo a bordo della sua moto d'ordinanza, tallonandolo fino al territorio di Peschiera Borromeo, in via Milano.Lì, nei pressi della recinzione perimetrale dell'aeroporto di Linate, il drammatico epilogo: il trentanovenne è caduto rovinosamente dalla moto, riportando traumi fatali al cranio e al torace che ne hanno causato il decesso poco dopo l'arrivo all'ospedale Niguarda. I fuggitivi erano invece riusciti a far perdere le proprie tracce, abbandonando l'Audi Q7 a Pioltello, dove il mezzo era stato rinvenuto e sequestrato in mattinata dalle forze dell'ordine. Il pm: «Nessuno speronamento» Fondamentale per ricostruire i fatti sarà l'analisi dei filmati delle telecamere di sicurezza. Secondo una prima ricostruzione, al vaglio degli inquirenti, l'auto pirata avrebbe accelerato alla vista degli agenti, che non avevano intimato l'alt al mezzo. All'inseguimento ha partecipato anche un'auto della Polizia stradale, che si trovava indietro rispetto alla moto dell'agente Francesco Imprezzabile e non ha visto il momento in cui è caduto. Restano quindi da stabilire le cause, se l'alta velocità, un contatto accidentale o una manovra del suv in fuga. «Attraverso la visione delle telecamere del comune e degli esercizi pubblici, siamo riusciti questa mattina a individuare il veicolo. Stiamo facendo accertamenti tecnici e scientifici sul mezzo per capire se c’è stato contatto tra l'auto e la moto di Francesco Imprezzabile. Al momento non elementi per dire se ci sia stato contatto». Lo afferma il comandante della polizia locale di Milano Gianluca Mirabelli in merito all'incidente stradale in cui ha perso la vita un agente.Inatnto la procura di Milano è categorica: «nessuno speronamento, lo escludiamo». II Suv procedeva a velocità considerevole quando ha superato il posto di blocco e la moto - ora sotto sequestro come l'auto (nessuna conferma che avesse una targa clonata) - non sarebbe mai riuscita a raggiungere l'auto in fuga su cui viaggiavano due giovani albanesi fermati per essere identificati, ma non in stato di fermo. Le telecamere potrebbero restituire l'esatta dinamica di quanto accaduto durante la fuga avvenuta ieri sera al confine tra Milano e Peschiera Borromeo.Chi era Francesco, la vocazione per la divisa Parlava soprattutto del lavoro nei suoi post online Francesco Imprezzabile. Amava lo sport, aveva giocato per anni a calcio, fatto nuoto agonistico, praticato boxe e Muay Thai, perché "è uno sport che aiuta molto a mantenere la calma in situazioni estreme». Dopo il diploma nel 2006 all'Ipsia Ferraris Pacinotti di Milano come tecnico delle industrie elettriche, aveva iniziato a lavorare, a lungo nella sicurezza. Nel 2022, aveva scritto su Linkedin, era entrato nella polizia locale, non «solo un lavoro ma una vocazione» con dei rischi, di cui era consapevole. «Il bello è esserci sempre, al servizio del cittadino, che deve sentirsi tutelato e al sicuro. Anche se in moto il rischio è sempre presente e la concentrazione non può mai calare, è proprio questo che dà valore a ogni chilometro» aveva scritto su Instagram, dove lo scorso gennaio si era anche sfogato. «Basta ignorarci. Basta voltarsi dall'altra parte. Ogni giorno indossiamo una divisa per proteggere chi non può difendersi. Ogni giorno affrontiamo violenza, degrado e criminalità. Eppure spesso siamo soli. Senza rispetto. Senza protezione. Siamo insultati, aggrediti, filmati. Processati sui social prima ancora di essere ascoltati. Ogni intervento è un rischio doppio: prima per la nostra vita - aveva osservato -, poi per la nostra carriera. E mentre chi delinque alza la voce, chi protegge chi rispetta le regole viene messo all'angolo». «Ma sia chiaro: senza tutele, senza rispetto e senza supporto, a perdere non saremo solo noi. A perdere sarà la sicurezza di tutti. È ora di cambiare. È ora di riformare».