Pubblichiamo ampi stralci di un’inchiesta apparsa sul Washington Post il 21 giugno, due giorni dopo la fine dell’incarico di Tulsi Gabbard come direttrice dell’intelligence nazionale americana.La prima volta che ho parlato con Rebecca Saltzburg, mi ha detto che Tulsi Gabbard era una libera pensatrice che non prendeva ordini da nessuno. “Non ero sempre d’accordo con Tulsi su tutto”, mi ha detto nel novembre del 2024 Saltzburg, che ha lavorato alla strategia digitale di diverse campagne congressuali di Gabbard. “Ma per quanto riguarda il nucleo della sua vita e del suo percorso politico? Posso garantirlo al cento per cento: è tutto suo”.Saltzburg aveva saputo che stavo facendo domande su Chris Butler, l’eccentrico leader religioso che Gabbard un tempo aveva descritto come il suo guru. Gabbard era cresciuta nel gruppo dissidente degli Hare Krishna fondato da Butler. I suoi genitori ricoprivano posizioni di primo piano nell’organizzazione. Saltzburg mi ha detto di essere lei stessa membro del gruppo da quando si era trasferita alle Hawaii con un’amica del college negli anni Novanta.I seguaci di Butler praticano una forma di induismo basata sulla devozione a una singola divinità – Krishna, nel loro caso – e su determinate pratiche di meditazione, yoga e alimentazione. Alcuni ex membri, tuttavia, hanno definito il gruppo una setta e sostengono che i discepoli fossero isolati dal mondo esterno; accuse che l’organizzazione ha sempre respinto. Ex devoti mi avevano raccontato per settimane che Butler controllava le grandi scelte di vita dei suoi seguaci ed esigeva obbedienza totale e assoluta riservatezza. Secondo loro, aveva lavorato per anni a estendere la sua influenza in politica – e sospettavano che l’ascesa di Gabbard a Washington fosse il coronamento di quell’ambizione. Ora che Gabbard, ex deputata democratica, era stata scelta dal presidente eletto Donald Trump come direttrice dell’intelligence nazionale, volevo capire: quanta influenza aveva Butler su di lei?I seguaci di Butler praticano una forma di induismo basata sulla devozione a una singola divinità, KrishnaNove mesi dopo la nostra prima conversazione, Saltzburg si è rifatta viva con una storia diversa da raccontare. Passati a un’app di messaggistica cifrata, mi ha raccontato di aver lavorato come segretaria per Butler negli anni Novanta, di aver vissuto per un periodo con i genitori di Gabbard e altri devoti, e di aver recentemente litigato con i dirigenti della SIF, che a suo avviso stavano gestendo male le accuse di abusi fisici e sessuali da parte di alcuni membri dell’organizzazione. [...] “Una domanda”, ho scritto a Saltzburg lo scorso settembre. “Sa cos’è Nine Isles?”. La sua risposta mi ha spinto in una ricerca durata quasi un anno.Saltzburg mi ha detto che NineIsles.com era un dominio di posta elettronica usato dall’ufficio di Butler, riservato alle sue segretarie e a pochi discepoli selezionati. Quando ha effettuato l’accesso a un vecchio account Gmail, ha trovato centinaia di email risalenti ai suoi anni nella SIF, molte provenienti da account Nine Isles. Ne ha condivise alcune con me. Il loro contenuto era sensazionale.Decine di note allegate sembravano documentare direttive e consigli per Gabbard durante il suo mandato al Congresso. Alcune contenevano istruzioni su quale legislazione avrebbe dovuto proporre, quali politiche abbracciare e come comportarsi in televisione. Un appunto su una proposta di dividere l’Iraq devastato dalla guerra in tre stati citava una persona non identificata secondo cui era “giunto il momento per TG di avanzare questa idea”. Un documento del gennaio 2015 conteneva una valutazione sprezzante di una dichiarazione di Gabbard sullo Stato dell’Unione di Obama: “Prima di tutto, a nessuno frega niente di cosa pensi del suo discorso, a meno che tu non abbia qualcosa di interessante da dire. Non ci stai nemmeno provando. Sei diventata intellettualmente pigra sul serio”. In un altro, Gabbard veniva descritta come “codarda” e “senza spina dorsale”.La voce che sembrava impartire direttive e a volte rimproverava Gabbard non era mai nominata. Quando ho domandato a Saltzburg, è sembrata divertita. E’ Butler, naturalmente, ha detto. Nessun altro poteva permettersi di parlare così a Gabbard. Le note erano volutamente anonime proprio per mascherare la sua identità.Alla fine, i file che Saltzburg ha condiviso ammontavano a oltre 25.000 pagine, tra cui centinaia di annotazioni che rispecchiavano indicazioni per Gabbard tra il 2011 e il 2017. [...] Ho confrontato il contenuto delle note con il curriculum di Gabbard alla Camera e ho trovato parallelismi inequivocabili. La voce principale in un documento del 2014 insisteva affinché lei proponesse una legge che penalizzasse i paesi i cui cittadini avevano combattuto per lo Stato islamico. “Avvia la cosa domani mattina. Devi essere tu a guidare su questa questione. Non perdere tempo”. Ho scoperto che Gabbard ha rilasciato una dichiarazione il giorno successivo e ha presentato un disegno di legge alla Camera la settimana dopo.Ho confrontato il contenuto delle note con il curriculum di Gabbard e ho trovato parallelismi inequivocabiliUna nota del 12 ottobre 2015 conteneva questo passaggio sul fatto che la leadership democratica le aveva chiesto di non partecipare a un dibattito presidenziale: “Non è una situazione del tipo ‘povera me, non mi fanno andare alla festa’, Wolf”. Quel giorno, in diretta su Cnn con Wolf Blitzer, Gabbard aveva usato quella frase quasi alla lettera: “Il punto qui non è che io stia piangendo perché mi perdo la festa”.Con il mio collega del Post Aaron Schaffer, ho confrontato le dichiarazioni di Gabbard in 32 interviste televisive tra il 2014 e il 2016 con i punti di discussione predisposti per esse. In 24 occasioni, Gabbard ha usato il linguaggio contenuto nei documenti quasi alla lettera. Nelle altre otto, ha usato parole diverse ma ha promosso le stesse idee. Le note riflettevano anche un giudizio rigoroso sulle sue performance: “E’ come se stesse cercando di esprimere qualcosa, in modo artificioso. Non sento niente da lei. E’ più come se stesse cercando di ricordare dei punti di discussione”. Un documento riportava una telefonata di 75 minuti tra quella voce non identificata e Gabbard, che si era conclusa alle 22:46. “Ora hai solo bisogno di una buona notte di sonno, sapendo che non importa quanto ca**o la combinerai, io e Krishna ti vogliamo ancora bene”, le aveva detto.[...] Figlio di un medico di sinistra radicale, Butler ha cominciato a insegnare krishnaismo e meditazione dopo aver abbandonato l’Università delle Hawaii alla fine degli anni Sessanta. Alto, snello e carismatico, attraeva seguaci convinti che fosse in comunicazione diretta con Krishna. Nel 1970, due devoti hanno detto a un giornalista dell’Honolulu Advertiser che avrebbero fatto qualsiasi cosa Butler chiedesse, incluso togliersi la vita. Ho trovato che Butler aveva scritto in un opuscolo del 1975 che “i politici inetti dovrebbero essere rimossi dai loro seggi” e sostituiti con “persone sante”. L’anno seguente, alle Hawaii è comparso un nuovo partito politico, Independents for Godly Government (Igg), con 14 candidati a cariche federali, statali e locali. L’Igg si dichiarava apartitico, ma un’inchiesta dell’Advertiser ha concluso che diversi candidati erano seguaci di Butler, e tutti erano devoti Krishna. Alla domanda perché avessero “taciuto il legame con Krishna”, uno dei candidati aveva risposto: “Era un problema pratico. La maggior parte delle persone non l’avrebbe capito”.Nel 1977, Butler ha costituito formalmente la SIF. I suoi insegnamenti non appartenevano a nessun campo politico preciso: si scagliava contro i musulmani, l’omosessualità, il controllo delle armi e le scuole pubbliche, ma promuoveva anche l’ambientalismo e l’anticapitalismo. Tra i suoi discepoli c’erano Mike e Carol Gabbard, trasferiti alle Hawaii all’inizio degli anni Ottanta con i loro figli, tra cui la piccola Tulsi. Per un periodo, Mike Gabbard ha gestito anche gli affari personali di Butler, finché non è stato licenziato – tra le negligenze contestate, il mancato approvvigionamento di mango freschi per le colazioni del guru.All’inizio degli anni Novanta, la famiglia ha fatto il suo ingresso sulla scena politica con una campagna vigorosa contro il matrimonio tra persone dello stesso sesso alle Hawaii, che includeva uno spot televisivo con protagonista la giovane Tulsi. [...] Tulsi Gabbard è stata poi eletta alla legislatura statale nel 2002, inviata in Iraq con la Guardia nazionale dell’Esercito, e infine eletta alla Camera nel 2012. Ha prestato giuramento sulla Bhagavad-Gita.[...] Centinaia di altri documenti nel tesoro di Saltzburg raccontavano la storia di un’operazione parallela: gonfiare artificialmente il sostegno pubblico a Gabbard sui social media e nelle sezioni dei commenti dei siti di notizie. Al centro dell’attività c’erano decine di account anonimi e altri che un documento definiva “profili pseudonimo”, con nomi falsi, biografie inventate e fotografie avatar copiate da altri siti. “James Cade” – presunto padre, chitarrista e falegname – era in realtà una donna di nome Becky. I profili di “Sandy Thomas” e “Jeremy K” erano gestiti da qualcuno di nome Anna. Saltzburg mi ha detto di aver avuto un ruolo di primo piano nel progetto: “Ho fatto tanto, di sicuro. Credevo davvero che stessimo combattendo per l’ambiente, contro le guerre di cambio di regime”.Un’operazione parallela per gonfiare artificialmente il sostegno pubblico sui social e nei commenti dei siti di newsA volte, sembrava che Gabbard stessa intervenisse direttamente. Nelle chat di gruppo, messaggi dal suo account Skype personale segnalavano articoli che meritavano risposta e talvolta dettavano cosa avrebbero dovuto dire i commenti. “Perché i nostri commentatori non hanno commentato?”, domandava un messaggio dal suo account, dopo che nessuno aveva risposto a un articolo del 2018 sulle sue “bislacche posizioni di politica estera”. In diversi scambi, Gabbard sembrava dire ai commentatori di attenuare le critiche ad Assad: “Non è necessario definirlo dittatore brutale”. Nel settembre 2014, ha inviato un’email a Saltzburg dal suo account congressuale per raccomandare di aggiungere un avatar a un account Twitter usato nell’operazione: “L’icona a forma di uovo è una red flag che segnala che non è un account reale”.L’operazione sembra essere stata supervisionata da una persona a cui il team si riferiva come “lui”, “colui” o “il nostro amico”, e a volte con la sigla “S.” Secondo Saltzburg e altri quattro ex membri, “S” è un’abbreviazione di Butler, noto come Srila Prabhupada e Siddhaswarupananda Paramahamsa, spesso preceduto dal titolo “Jagad Guru”, che significa maestro spirituale.[...] Dopo mesi di analisi, ho cercato di intervistare i protagonisti della vicenda. Né Gabbard né la sua portavoce hanno risposto alle mie domande; quest’ultima mi ha esortato ad abbandonare l’articolo: “Non riesco a immaginare che i lettori del WaPo sarebbero interessati all’ennesimo attacco privo di credibilità e bigotto alla fede della direttrice dell’Intelligence nazionale ”. Il presidente della SIF ha rifiutato di rispondere perché le mie domande contenevano “molte premesse e caratterizzazioni che non accettiamo”. Una società di pr contattata per conto della SIF ha definito la storia “induofobia, bigottismo religioso anti-indù”, sostenendo che la fonte – Saltzburg – era “una bugiarda malintenzionata”. Ho sentito invece Khemaney, il presunto braccio destro di Butler. Ha sostenuto di essere stato lui, non Butler, l’autore della maggior parte dei documenti: “La stragrande maggioranza di questi materiali è opera mia e di altri consiglieri, tra cui il senatore statale Mike Gabbard”. Uno o due potevano provenire da Butler, ha detto, “specificamente riguardo agli insegnamenti della Bhagavad-gita”. E poi: “Non ci sono prove a sostegno dell’affermazione che questo corpus di lavoro possa essere attribuito a Chris Butler. Nomi di file, abbreviazioni ed estratti selettivi non stabiliscono la paternità”. Gli ho chiesto di specificare chi aveva scritto cosa. Non ha risposto, né alla prima né alla seconda richiesta.Diverse cose sembravano incompatibili con la sua spiegazione. In fondo al dossier di 173 pagine, in una sezione sull’immigrazione, c’era un ricordo del lavoro da adolescente alle Hawaii. Butler è cresciuto alle Hawaii. Né Khemaney né Mike Gabbard vi erano stati cresciuti. In una discussione del marzo 2015 sul fatto che Gabbard avrebbe dovuto rivelare di essere una discepola di Butler, la voce dietro ai documenti si preoccupava che le sarebbero state addossate le sue passate controversie: “Tutto quello che ho insegnato, detto, le mie lezioni, ricadrà tutto su di te”. Alla fine ho trovato che quella voce si identificava esplicitamente come Butler in 19 documenti distinti.[...] Il periodo coperto dai documenti esaminati impediva di stabilire se Gabbard avesse continuato a ricevere indicazioni dopo aver lasciato il Congresso. Ma vale la pena chiedersi cosa significhi tutto questo per il ruolo che ha appena abbandonato. Come direttrice dell’intelligence nazionale – confermata dal Senato il 12 febbraio 2025 con 52 voti contro 48 – Gabbard ha guidato per sedici mesi la comunità intelligence americana, coordinando 18 agenzie. Il suo mandato è stato segnato fin dall’inizio da tensioni con Trump: già nel giugno 2025, prima dei raid americani sui siti nucleari iraniani, Gabbard aveva rilasciato un insolito video pubblico mettendo in guardia contro chi “fomentava imprudentemente timori e tensioni tra potenze nucleari”. Trump l’aveva rimproverata pubblicamente, dicendo di non curarsi delle sue valutazioni sull’Iran. Più volte la sua posizione sull’Iran era sembrata in contraddizione con quella della Casa Bianca, e secondo fonti vicine all’Amministrazione Trump la considerava “fuori linea”.Aveva anche preso sul serio l’incarico di riesaminare le presunte frodi nelle elezioni del 2020, partecipando personalmente a una perquisizione dell’Fbi negli uffici elettorali della contea di Fulton, in Georgia – un’iniziativa che esulava dai compiti tipici del Dni, tradizionalmente focalizzato sullo spionaggio straniero, non sulle elezioni nazionali. Il 22 maggio 2026, Gabbard ha annunciato le dimissioni, adducendo la diagnosi di un raro cancro alle ossa del marito Abraham Williams. Alcune fonti hanno però riferito a Reuters che la Casa Bianca l’avesse in realtà spinta ad andarsene, ipotesi smentita dall’Amministrazione.Mentre esaminavo il documento sulla Siria dell’agosto 2016, in cui una voce anonima sosteneva che “è stata la Cia a dare il via a questa cosa” – affermazione poi ripresa da Gabbard tre anni dopo – trovavo notevole che una tale profonda diffidenza verso l’apparato di sicurezza americano fosse stata trasmessa a qualcuno che avrebbe poi coordinato la Cia, la National Security Agency e una dozzina di agenzie analoghe. Butler aveva espresso opinioni simili nelle sue lezioni: sosteneva che la Cia avesse intercettato la sua casa di famiglia e avvertiva che quelle agenzie erano piene di “pazzi assetati di potere” che volevano usare poteri psichici per controllare le persone.In risposta alle mie ultime richieste, il capo dello staff di Gabbard ha liquidato l’intera ricostruzione come “accuse legate a un fallito tentativo di estorsione da 250.000 dollari da parte di un ex volontario scontento in cerca di guadagno personale, non di verità”. E ha aggiunto: “Gli attacchi alla fede e alla lealtà della direttrice Gabbard non sono solo falsi – sono un palese esempio di bigottismo anti-indù”.“Gli attacchi alla fede e alla lealtà di Gabbard non sono solo falsi, sono un palese esempio di bigottismo anti-indù”Nel frattempo, almeno sette degli account usati per anni per difendere Gabbard online erano ancora attivi su X all’inizio del 2025, durante il processo di conferma al Senato. E nei giorni successivi all’annuncio delle dimissioni, si sono rifatti vivi con commenti dal tono identico. “DNI Gabbard è una vera patriota e ci mancherà”, ha scritto @ImACruzn. “Tulsi Gabbard è una Patriota. Ci mancherà tantissimo”, ha ripubblicato l’account Sandy Thomas. “Tulsi ci mancherà! E’ davvero unica nel suo genere e una vera patriota!”, ha fatto eco un terzo account, identificato solo come Dawn.