Tulsi Gabbard, direttrice dell’Intelligence nazionale americana, si è dimessa oggi, citando la malattia di suo marito come motivazione, ma come tutti gli esponenti dell’Amministrazione Trump – dove si sale e si scende in modo vorticoso e capriccioso – anche su di lei si diceva da tempo che fosse prossima al licenziamento. In realtà la storia di Gabbard è preziosa per il trumpismo, perché si tratta di una convertita: ex democratica, ex candidata alle primarie del 2020, veterana dell’Iraq, critica dell’interventismo americano, è diventata poi uno degli idoli della base Maga.Trump l’aveva scelta per guidare la National Intelligence, che coordina le diciotto agenzie di spionaggio americane, e fin da subito era stata considerata una nomina controversa: Gabbard era una sostenitrice del regime siriano di Assad e non è mai stata critica nei confronti della Russia di Vladimir Putin. Da tempo però, pur guidando un’agenzia così importante, era stata marginalizzata: ci sono siti americani che tengono il conto delle sue presenze nelle riunioni in cui si sono prese decisioni importanti, come il blitz in Venezuela e la guerra contro l’Iran, e praticamente Gabbard non c’era mai. Che cosa abbia determinato questa sua marginalizzazione non è chiaro, molti ricordano i suoi commenti sulle uccisioni degli agenti dell’Ice a Minneapolis, quando Gabbard definì “demoniaci” i manifestanti, ma sicuramente non è questa la ragione del disamore con il presidente Trump. E mentre si allunga l’elenco dei fuoriusciti – anche se spesso si tratta di demansionamenti, non di licenziamenti, come è accaduto al primo dei fuoriusciti, Mike Waltz, ex consigliere per la Sicurezza nazionale spostato all’Onu dopo il caso della chat su Signal sui piani militari nello Yemen – c’è chi sottolinea che il repulisti riguarda principalmente le donne. Prima di Gabbard, Kristi Noem al dipartimento della Sicurezza interna e la ex intoccabile al dipartimento di Giustizia, Pam Bondi.
Tulsi Gabbard si dimette dall’Intelligence americana. Fuori un'altra
La direttrice dell'agenzia ha lasciato il suo incarico sostenendo di farlo a causa della malattia del marito. Ma anche su di lei si diceva che fosse prossima al licenziamento. E mentre si allunga l’elenco dei fuoriusciti c’è chi sottolinea che il repulisti riguarda principalmente le donne










