HomeEmpoliCronacaE’ già allerta per la Pesa, alcuni tratti sono in secca. Si teme per la fauna itticaL’assessore all’ambiente Lorenzo Nesi ha fatto una ricognizione lungo tutto il corso del torrente e ha evidenziato le criticità. “Decisiva l’oasi di biodiversità”La seduta del consiglio comunale di Montelupo Fiorentino svoltasi nella Pesa in secca lo scorso annoRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciMontelupo Fiorentino, 23 giugno 2026 – «Il Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno presieduto da Paolo Masetti ha pubblicato nei giorni scorsi il bando di gara per altre quattro soglie o oasi di biodiversità che verranno realizzate a Montelupo, in Turbone, a valle del rio Ricavolo e a San Vincenzo a Torri, su finanziamento della Regione Toscana». Lo comunica Lorenzo Nesi, assessore all’ambiente, che pone nuovamente l’accento sulla moria di fauna ittica che ogni estate continua a verificarsi nella Pesa in secca.

Il sopralluogo lungo il torrente

Nesi ha spiegato di aver fatto un sopralluogo nei giorni scorsi, insieme al consigliere comunale delegato alla risorsa idrica Alessio Toccafondi e a Floriano Pratelli di Vivascienza. «Con l’Autorità di Distretto, l’Autorità Idrica Toscana e l’Impresa di geologia a cui è stato affidato l’incarico di studiare e realizzare un modello dell’acquifero sotterraneo del torrente siamo partiti dalla foce della Terzona a Calzaiolo, già secca, e ci siamo soffermati alla Botte – ha spiegato Nesi - poi scendendo a Cerbaia, dove oramai ogni anno dobbiamo necessariamente intervenire in soccorso della fauna ittica, e al Ponte del Turco a San Vincenzo a Torri luogo ad oggi già in sofferenza. Infine alla briglia dei Lecci, una delle due virtuose oasi di biodiversità che il Consorzio di Bonifica nel tempo ha costruito e che conservano acqua per l’intera estate, per poi finire a Montelupo, a monte del ponte della SS67, proprio dove il deflusso adesso si interrompe. I nostri ospiti hanno potuto lì constatare il disastro che subisce ogni anno l’ecosistema fluviale della Pesa, con i pesci intrappolati in pozze in veloce evaporazione e l’importante correlato danno paesaggistico».