Nessuna nuova, buona nuova è un proverbio che non funziona più. L’unico aggiornamento negli ultimi dieci giorni è che gli avvocati hanno ottenuto l’autorizzazione a incontrare Leonarda (Dina) Alberizia e Domenico Centrone, i due italiani della Global Sumud Convoy che si trovano in detenzione arbitraria a Bengasi, nella Libia dell’est controllata dal generale Khalifa Haftar.

QUANDO AVVERRÀ l’incontro con i legali, non è dato saperlo. Per certo sono giunte a destinazione le procure asseverate, ossia le traduzioni giurate che consentiranno ai due italiani di ricevere assistenza legale. Con Alberizia e Centrone sono prigionieri altri otto attivisti del convoglio di terra diretto a Gaza per portare aiuti e opporsi al blocco israeliano che continua ad affamare i palestinesi. Domani sarà un mese esatto dall’inizio della detenzione.

Fonti rivelano che per gli attivisti è caduta l’accusa di coinvolgimento in gruppi considerati illegali, anche se nessuna accusa è mai stata ufficialmente formalizzata. Lo scenario continua a essere fumoso, c’è un vuoto di notizie ufficiali. Il console polacco ha incontrato Laura Kwoczała, l’attivista colpita da un attacco di appendicite in detenzione, ora in ospedale. Il console italiano ha ricevuto l’autorizzazione a una nuova visita ma anche in questo caso, non è dato sapere quando. Sarà il terzo incontro con Alberizia e Centrone dal 24 maggio.