Un look Prada spring-summer 2027 (courtesy Prada)
Tutto è trasparente e luminoso. Il plexi delle panche e del pavimento che rivela lunghi tubi al neon per disegnare una luce precisa. Come precisa è la silhouette che Miuccia Prada e Raf Simons immaginano per la sfilata Prada. Allungata come quella di una matita, essenziale senza troppi orpelli, asciutta, magra, rockish, consumata dal palco, seconda pelle come il fisico di cantanti un po’ maledetti, star come i Sex pistols o elfi mediatici delle new gen della musica, quella coreana soprattutto, che infiamma stadi e social.
Tra citazioni clubbing underground, anni 90 e Pete Doherty. Tra le treccine di Kurt Cobain ed Helmut Lang indossate nella prima uscita da Julia Nobis che apre lo show e la sensualità sottile di Troye Sivan presente in prima fila. «L’ambizione era quella di creare qualcosa di nuovo che, partendo dal ‘nulla’, si ponesse in contrapposizione con l’esagerazione, i materiali complessi e il design inutile», hanno spiegato gli stessi Miuccia Prada e Raf Simons, «non c’è nulla che detesti di più in questo periodo del design inutile: questa collezione esprime esattamente questo concetto. E questo nulla è molto preciso, ottenere questo è molto più difficile di quanto sembri».













