È una vicenda che continua a dividere cittadini, amministratori, ambientalisti e mondo scientifico quella degli ibis sacri nel Novarese. Da alcune settimane sono iniziati gli abbattimenti previsti dal piano provinciale di contenimento 2025-2030, autorizzato secondo le procedure previste dalla normativa sulle specie esotiche invasive e con il parere tecnico dell’Ispra. Le operazioni, effettuate soprattutto nelle aree agricole e nelle garzaie della provincia, hanno provocato forti proteste da parte delle associazioni animaliste, che denunciano l'uccisione di centinaia di esemplari e la distruzione di nidi con pulli ancora incapaci di volare. La Provincia difende invece gli interventi sostenendo che siano indispensabili per limitare l'impatto della specie sulla biodiversità locale.
Chi è l'ibis sacro
L'ibis sacro (Threskiornis aethiopicus) è un grande uccello trampoliere originario dell'Africa subsahariana e di alcune aree del Medio Oriente. È facilmente riconoscibile per il piumaggio bianco candido, la testa e il lungo becco ricurvo di colore nero e l'apertura alare che può superare il metro. Vive in zone umide, lagune, fiumi, risaie e paludi, nutrendosi di pesci, anfibi, insetti, crostacei, piccoli rettili e occasionalmente uova e pulli di altri uccelli.








