Circa il 30% degli ibis eremita scomparsi lungo la rotta migratoria che attraversa l’Italia è stato vittima del bracconaggio. È il dato raccolto dal progetto Life Northern Bald Ibis grazie al monitoraggio Gps degli esemplari, una delle evidenze più rilevanti dell’impatto che l’attività venatoria illegale continua ad avere sugli uccelli migratori.

L’ibis eremita, specie rarissima e protetta a livello europeo, ogni anno attraversa l’Italia durante la migrazione e trascorre l’inverno soprattutto nella Riserva Wwf della Laguna di Orbetello. Proprio lungo questo tragitto i ricercatori hanno documentato numerosi casi di abbattimenti illegali, indicati come una delle principali minacce alla sopravvivenza della specie.

È in questo contesto che si inserisce la forte opposizione delle associazioni ambientaliste al disegno di legge n. 1552, attualmente all’esame del Senato. Secondo organizzazioni, ricercatori ed esperti di biodiversità, la riforma della caccia rischierebbe di indebolire in modo significativo le tutele previste per la fauna selvatica, aumentando ulteriormente la pressione sugli uccelli migratori.

Le modifiche previste dal testo riguardano diversi aspetti della normativa venatoria: dall’ampliamento delle specie cacciabili alla possibilità di cacciare durante la migrazione primaverile, fino alla riduzione delle aree protette. Tra le misure più contestate figurano anche l’estensione dell’orario di caccia oltre il tramonto e la reintroduzione dell’uso di richiami vivi.