CARMIGNANO (PADOVA) - Si amplia la comunità di Ibis Eremita nell'area della destra Brenta. Oltre ai quattro esemplari che da più di un mese stazionano tra Gazzo ed i confini con Grantorto, sono arrivati altri cinque nuovi esemplari a Camazzole di Carmignano di Brenta. Va sottolineato l'appello lanciato dal team del progetto Life 20 Reason for Hope bentornato Ibis Eremita: questi esemplari non vanno assolutamente, come capita spesso purtroppo, confusi e scambiati per gli Ibis Sacro, specie invasiva che ha colonizzato l'Italia.
«La differenza tra la specie è ben notevole - spiega uno dei volontari che segue il progetto di salvaguardia - L'Ibis Eremita è una delle specie più rare e minacciate al mondo, rigorosamente protetta da convenzioni internazionali e la sua uccisione costituisce un reato, un crimine contro la biodiversità. Per evitare errori è essenziale conoscere le marcate differenze morfologiche ed ecologiche: il Sacro ha un piumaggio prevalentemente bianco con caratteristici pennacchi neri sulla coda, il collo e la testa sono neri e privi di piume e ha il becco nero. Le zampe sono relativamente lunghe e di colore nero. L'Eremita frequenta principalmente campi agricoli con vegetazione rada e ha un piumaggio interamente nero dalle iridescenze metalliche. La testa calva e il becco sono di un distintivo colore rosso e presenta sulla testa caratteristiche penne crestate negli adulti. Le zampe sono più corte che nell'Ibis sacro e di colore rosso. Gli esemplari giovani sono completamente neri, con piccole piume grigie sulla testa che perderanno con la maturità sessuale, e le penne crestate non sono ancora sviluppate come nell'adulto». Ogni anno i volontari registrano numerosi casi di bracconaggio dell'Ibis Eremita. «Invitiamo tutti gli operatori dell'informazione, i cacciatori e i cittadini a prestare la massima attenzione a queste differenze e a diffondere informazioni accurate».








