Per oltre dieci anni ha convissuto con forti dolori e chiari sintomi di un cancro, ma solo con colpevole ritardo, almeno secondo un tribunale, i medici sono riusciti a identificarne la causa. Nel 2021, una paziente di 74 anni è deceduta per un tumore al colon e ai polmoni a causa di un’insufficienza respiratoria dopo che la malattia si era estesa per metastasi. Con una storica sentenza, a cinque anni dalla morte, il Tribunale di Pisa ha condannato l’Azienda ospedaliero-universitaria pisana (Aoup) per responsabilità oggettiva e il medico per negligenza: il marito e la figlia della donna dovranno essere risarciti con una somma vicina al milione di euro.
Secondo una perizia agli atti della causa, “il decesso è ascrivibile alla condotta colposa dei medici“: se la paziente avesse ricevuto una diagnosi tempestiva si sarebbe potuta salvare. Alcuni passaggi del documento sono riportati dal Tirreno: “Opportunamente trattata in un momento antecedente la diffusione della malattia, la paziente avrebbe potuto evitare l’intervento chirurgico demolitivo e la diffusione delle metastasi che ha determinato la morte”. L’atto condanna anche la “mancata esecuzione degli accertamenti routinari quali la colonscopia e la ricerca di sangue occulto fecale in una paziente con sintomatologia riferibile a Etp”.










