Una paziente morì nel 2011 per un tumore al colon diagnosticato con cinque mesi di ritardo. Il Tribunale di Parma ha stabilito che le tre figlie della donna vengano risarcite con 320mila euro. I giudici: “Omissione colposa e non giustificabile del personale sanitario”.
Immagine di repertorio.
Morì nel 2011 per un tumore al colon dopo essersi sottoposta ad accertamenti sanitari, durante i quali però i medici non si sarebbero accorti della neoplasia. Ora il tribunale di Parma, al termine del processo civile di primo grado, ha stabilito che le tre figlie della paziente ricevano un risarcimento di 320mila euro dall'ospedale.
A raccontare la vicenda è il Corriere della Sera. I fatti risalgono al febbraio del 2009 quando la donna si era sottoposta a visite ed esami, una Tac e un'ecografia addominale, dopo aver notato una strana macchia sulla pelle. Al termine degli accertamenti, tuttavia, non sarebbero state riscontrate anomalie. Il Tribunale, nell'emettere la sentenza firmata dal giudice Marco Vittoria, ha stabilito che se quest'ultime "fossero state prontamente (e opportunamente) interpretate, avrebbero consentito di inquadrare le neoplasie che affliggevano la paziente, modificando il decorso clinico che ne ha poi caratterizzato la vita residua".







