HomePisaCronacaTumore non diagnosticato per anni, scatta il maxi risarcimento: quasi un milione di euro ai familiari della pazienteNonostante la presenza di sintomi compatibili con una patologia del colon-retto e di fattori di rischio significativi, non sarebbero stati effettuati esami ritenuti fondamentali, come la colonscopia e la ricerca del sangue occulto nelle feciL'interno di una sala operatoria (Foto di repertorio)Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciPisa, 21 giugno 2026 – Per oltre un decennio avrebbe convissuto con sintomi e segnali clinici che avrebbero richiesto accertamenti specifici, ma il tumore al colon che la affliggeva non sarebbe stato individuato in tempo. Una vicenda conclusasi nel 2021 con la morte di una pensionata di 74 anni e che oggi vede il Tribunale di Pisa condannare l'Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana (Aoup) a risarcire il marito e la figlia della donna con una somma complessiva vicina al milione di euro.
La sentenza e il ritardo nella diagnosi
La sentenza, emessa dal giudice Alessandra Migliorino, attribuisce la responsabilità del decesso al ritardo nella diagnosi della malattia e alle successive criticità emerse nella gestione chirurgica della paziente. Secondo quanto ricostruito dalla consulenza tecnica disposta dal Tribunale, come riporta Il Tirreno, la donna era seguita dal 2008 dal reparto di Gastroenterologia e Malattie del Ricambio dell'ospedale pisano. Nonostante la presenza di sintomi compatibili con una patologia del colon-retto e di fattori di rischio significativi, non sarebbero stati effettuati esami ritenuti fondamentali, come la colonscopia e la ricerca del sangue occulto nelle feci. Per i consulenti nominati dal giudice, una diagnosi tempestiva avrebbe potuto modificare radicalmente l'evoluzione della malattia.









