Il tribunale civile di Pisa ha condannato l’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana a risarcire con oltre 1,1 milioni di euro i familiari di una 37enne morta per un tumore al seno nel 2021. Secondo i giudici, il ritardo diagnostico della malattia avrebbe ridotto significativamente le possibilità di sopravvivenza della paziente.

Immagine di repertorio.

Il 18 giugno 2021 una donna di 37 anni è morta per un tumore al seno, ora il tribunale civile di Pisa ha stabilito che, se la malattia fosse stata trattata in tempo, la donna si sarebbe potuta salvare. Per questo i giudici hanno disposto per i familiari un risarcimento complessivo di oltre 1 milione e 110mila euro.

Sarà l’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana, nella persona del direttore generale e legale rappresentante, a pagare per i danni non patrimoniali subiti per la morte della congiunta e per quelli subiti dalla stessa donna. A riportare la notizia è il quotidiano Il Tirreno. La sentenza, a quanto si apprende, è stata emessa lo scorso 30 giugno. Secondo i consulenti dell'ospedale, il ritardo diagnostico della malattia avrebbe ridotto le speranze di vita della 37enne al 44%.

Secondo quanto è stato ricostruito durante il procedimento, la donna si era accorta di avere un nodulo alla mammella sinistra nell'estate del 2016 e si era sottoposta ad alcuni accertamenti. Gli specialisti in quell'occasione avevano rivelato un addensamento benigno e suggerito alla paziente di farsi ricontrollare dopo 6 mesi, si legge nella sentenza. Ma la donna era tornata dopo due mesi e, nonostante il riscontrato aumento delle dimensioni del nodulo, la diagnosi era rimasta invariata.