Sentenza civile di risarcimento di Aoup agli eredi di una donna (foto Del Punta)Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciPisa, 25 giugno 2026 – Un altro risarcimento importante per un’infezione contratta in ospedale. Nei giorni dopo il Covid, quando la pandemia faceva ancora paura, una donna di 66 anni era stata ricoverata per la revisione di un «dispositivo di risincronizzazione cardiaca già impiantato». Era agosto 2020. Durante la degenza, però, la sua condizione aveva reso l’intervento più complesso. L’operazione fu eseguita il 21 settembre: la paziente fu poi trasferita in rianimazione. Le condizioni della donna erano peggiorate, fino al 24 settembre quando erano comparsi i primi segnali di sepsi. I medici avevano adeguato in modo tempestivo la terapia antibiotica, ma la setticemia da «Morganella Morganii», è stato ricostruito, aveva provocato una disfunzione multiorgano e lo chock settico. La signora era morta il 2 ottobre dopo una settimana dai primi sintomi.

Il coniuge e i due figli, tramite il loro legale, Berardino Terra del foro di Avezzano, avevano fatto causa civile all’Aoup: il decesso - la tesi - era arrivato in conseguenza di un’infezione contratta in ambiente ospedaliero e per la mancata adozione delle misure di prevenzione. I parenti sono stati risarciti per oltre 600mila euro: 607.800. Il danno, inizialmente, era stato stimato in 900mila euro, ma la 66enne aveva comorbidità ed è stato quindi ridotto di un terzo.