HomeMacerataCronacaMorto dopo una trasfusione, la moglie chiama in causa l’Ast: risarcimento da 77mila euroDall’infermità all’arresto cardiaco: la vicenda di un uomo deceduto nel 2022. Il Dipartimento militare di medicina legale a Roma ha riconosciuto il dannoIl paziente è morto nel 2022 dopo una trasfusione che prima gli ha provocato un’infermità e poi la morte: la moglie riceverà un indennizzo di 77mila euro (archivio)Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciMacerata, 24 giugno 2026 – È stato sottoposto a una trasfusione che gli ha procurato una infermità con conseguente arresto cardiaco e decesso. È quanto capitato ad un uomo, morto nel 2022 (le generalità sono tutelate dalla privacy), la cui consorte, però, ha deciso di far valere i propri diritti. Così ora l’Ast di Macerata ha deciso di impegnare e liquidare, a favore della donna 77.468,53 euro quale indennizzo “una tantum”, in quanto è stato riconosciuto che il caso dell’uomo rientra tra i soggetti danneggiati “da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazioni di emoderivati”, come recita la legge 210/1992. Per accedere ai benefici da questa previsti, ci sono regole precise da seguire, a partire dalla tempistica, visto che la domanda per avere l’indennizzo va presentata non appena sia stato accertato il danno (anche se la prescrizione è di tre anni).