TREVISO - Un risarcimento da quasi un milione 200mila euro dopo 50 anni da quelle trasfusioni di sangue infetto che gli hanno rovinato la vita, portandolo alla morte nel 2023. E a beneficiare dei danni, che dovranno essere ristorati dal Ministero della Salute, non sono soltanto la moglie e i figli del defunto, un trevigiano di 72 anni, ma anche i suoi nipoti. E lo Stato dovrà pure pagare le spese sostenute per il funerale. È la sentenza emessa qualche giorno fa dalla seconda sezione civile del tribunale di Venezia che ha accolto, in ogni suo punto, la causa presentata dall’avvocato Glauco Susa per conto dei familiari del 72enne, morto il 4 febbraio 2023, riconoscendo il nesso di causa tra le emotrasfusioni, da cui la vittima aveva contratto l’epatite C, e il decesso, dopo anni di cure, per cirrosi epatica. Nel mezzo un’esistenza rovinata per la mancanza degli adeguati controlli sulle sacche di sangue.

Tutto ha inizio l’1 febbraio 1975. L’uomo, all’epoca 24enne, era rimasto coinvolto in un grave incidente stradale. Durante il ricovero all’ospedale civile di Vicenza (venne dimesso il 28 febbraio 1975), era stato sottoposto a diverse trasfusioni di sangue. I medici, di fatto, gli avevano salvato la vita. Due settimane più tardi, il 13 marzo, cioè quando era stato fissato il controllo, si era reso necessario un nuovo ricovero per l’innalzamento delle transaminasi. Il 28 marzo si era poi rivelata l’infezione da epatite virale, che costrinse l’allora 24enne a delle cure specifiche nella sezione infettiva andate avanti fino a 21 maggio. Da lì è iniziato il calvario. Il paziente, nel frattempo, ha continuato la sua vita tra esami, controlli e dolori. E ha messo su famiglia potendo anche contare su un indennizzo economico (quello stabilito dalla legge 210 del 1992) a partire dal 1994, quando gli venne riconosciuto il nesso causale tra le sue condizioni di salute e le trasfusioni di sangue che a cui era stato sottoposto quasi vent’anni prima. La sua esistenza, però, era segnata. Ed è del 2015 la diagnosi di cirrosi epatica correlata all’infezione da epatite C, che gli ha col tempo minato il fisico portandolo, appunto, al decesso, dopo anni di malesseri e problemi.