Si è sentita male dopo aver donato il sangue, è stata lasciata senza supervisione e ha avuto un secondo malore. La donna è svenuta e ha battuto la testa contro il lavandino del bagno talmente forte da perdere la vista all'occhio sinistro.

I fatti risalgono al 31 ottobre 2007, a Parma. La donna, all'epoca 30enne, ha ricevuto un primo indennizzo di 65mila euro, ma dopo 18 anni è stata pubblicata la sentenza di primo grado definitiva che vede responsabili l'Aou di Parma e l'Asl: la donna riceverà un risarcimento di 215mila euro, tra danni e spese legali, come riporta il Corriere della Sera.

Stando ai racconti dei testimoni, la donna si è sentita male una prima volta volta subito dopo il prelievo, accusando tachicardia e vertigini. I sanitari l'hanno soccorsa e trattenuta in sala prelievi, misurandole la pressione.

Poi, non appena si è ripresa, ha comunicato al personale medico di volersi recare nell'area ristoro per mangiare e bere qualcosa. Nessuno, però, le ha misurato la pressione una seconda volta. Inoltre, la donna non è stata avvisata del «rischio connesso alla minzione successiva al prelievo e dei comportamenti da assumere nel recarsi in bagno», come si legge nella sentenza. Il Tribunale di Parma ha stabilito che, con una sorveglianza più attiva, l'incidente non avrebbe avuto luogo.