GOLMUD (Provincia di Qinghai) — Nell’immenso deserto del Gobi, nella Cina occidentale, dove le ore di sole annuali superano le 3.100 e il vento soffia sugli altopiani aridi a 3.500 metri sul livello del mare, una città di 300.000 abitanti sta silenziosamente diventando il laboratorio più importante al mondo per le energie rinnovabili su larga scala. Si tratta della città di Golmud; un nome che in mongolo significa “fiume di fitte foreste”.

Benché non vi siano foreste, questa località si è trasformata da remoto avamposto sull’altopiano tibetano nel cuore pulsante della rivoluzione energetica pulita cinese. Infatti, è stato registrato che alla fine del 2025 la capacità totale installata della città ha raggiunto i 12,11 gigawatt, con fonti rinnovabili che rappresentano il 91% del totale.[1] Questo fa di Golmud non solo una storia di successo cinese, ma un punto di riferimento globale per ciò che lo sviluppo concentrato delle energie rinnovabili può realizzare. In pratica, le istituzioni governative cinesi non stanno più solo costruendo centrali elettriche ma stanno costruendo un vero e proprio nuovo sistema energetico. I numeri di questo miracolo nel deserto parlano chiaro. Secondo i dati ufficiali pubblicati dal governo municipale di Golmud, la base energetica di 12,11 GW della città si suddivide come segue.[2] Questi numeri posizionano Golmud come una forza dominante nella provincia del Qinghai.