Se Margaret Thatcher governò il Regno Unito per oltre 11 anni e i suoi successori, John Major e Tony Blair, rimasero a Downing Street per altri 17, la stabilità quasi proverbiale del Paese d'Oltremanica ha subito forti contraccolpi dal 2016 in poi: negli anni successivi alla Brexit, infatti, Londra ha visto alternarsi quattro primi ministri in appena otto anni. Per gran parte del Novecento, grazie al sistema maggioritario e alla tradizione bipartitica, i primi ministri britannici sono riusciti spesso a governare per molti anni, con cambi di leadership relativamente rari. Da Margaret Thatcher in poi, (e soprattutto dalla Brexit in poi), però, il quadro ha iniziato a mutare: anche gli inglesi sembrano essersi "italianizzati", da quando governi più fragili, leadership contestate e cambi di guida sono sempre più frequenti. Il trend non accenna a fermarsi, visto che il laburista Keir Starmer non è arrivato al suo secondo anno di governo.
Dalla Lady di Ferro ai governi lampo, passando per la Brexit: ecco come il Regno Unito ha perso la sua stabilità politica
Tra il 1979 e il 2007 il Regno Unito ebbe soltanto tre primi ministri; dal 2016 al 2024 ne ha avuti cinque in appena otto anni.














