L’asse Italia-Qatar ha una nuova stella polare: il contrasto all’immigrazione illegale. Il Qatar sarà il quarto partner, insieme con Italia, Libia e Turchia, a gestire la sala operativa di Tripoli per il contrasto ai flussi migratori che partono dall’Africa.

La presenza di Doha stupisce perché finora il Qatar non aveva partecipato a livello formale agli incontri preparatori di questa nuova infrastruttura. Che nei prossimi mesi avrà una gemella a Bengasi. Ma perché Roma e Doha si incontrano a Tripoli? Il tutto è da leggere in un percorso di avvicinamento partito nel 2023, quando la premier è andata in visita in Qatar, e culminato nei mesi scorsi. Quando, nel pieno della guerra in Iran, Meloni è andata in Qatar ad assicurare collaborazione nella ricostruzione di Ras Laffan, distrutto dai missili iraniani. In quell’occasione era stato fatto un riferimento alla comune lotta all’immigrazione illegale. Mezza riga in un comunicato congiunto, che era rimasta sibillina, visto che il Qatar non è certamente Paese di partenza di flussi migratori. Tantomeno ne è attraversato o minacciato. L’annuncio della collaborazione alla sala operativa di Tripoli ha sciolto il mistero: è lì che gli interessi di Roma e Doha sull’immigrazione si incontreranno ed entreranno nel vivo.