In occasione del suo ultimo viaggio a Tunisi nel luglio scorso, Giorgia Meloni non solo si impegnò a rafforzare la cooperazione in materia migratoria e sull’impegno comune nel contrastare le reti criminali di trafficanti di esseri umani, ma pose le basi per una relazione duratura alla luce di iniziative mirate. Ecco quali

Avviare un progetto pilota per una sala operativa congiunta a Tripoli a sostegno delle Autorità libiche nella gestione dei flussi migratori irregolari e corroborare la strategia a quattro che vede l’Italia presente al tavolo Med-Golfo. Questa la proposta scaturita dall’incontro che si è svolto ieri sera a Palazzo Chigi con i rappresentanti di Italia, Libia, Qatar e Turchia per fare il punto sugli obiettivi del Vertice di Istanbul del 1° agosto 2025. Per l’Italia era presente il consigliere diplomatico del Presidente del Consiglio, Amb. Fabrizio Saggio, al fine di dare continuità alle proposte avanzate in terra turca lo scorso anno e, a maggior ragione, farlo alla vigilia della stagione più calda che potrebbe essere foriera di nuovi flussi migratori.

I numeri ufficiali diffusi ieri da Frontex, in verità, già certificano che i primi quattro mesi del 2026 hanno visto una riduzione degli arrivi: gli sbarchi sono calati del 40% in tutta la Ue nei primi mesi del 2026: entrando nello specifico, si osserva un calo di arrivi dall’Africa occidentale (-78 per cento), sulla rotta del Mediterraneo centrale (-46 per cento) e anche su quella del Mediterraneo orientale (-32) rispetto ai precedenti dodici mesi. Il risultato è stato ottenuto non solo in concomitanza con la stagione invernale, ma anche grazie ad una strategia basata sugli accordi con gli Stati di partenza. Sul punto l’Italia è stata pioniera, viste le interlocuzioni avviate sin dal 2022 con Tunisia e Libia.