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Un altro passo in avanti per la cooperazione finalizzata al contrasto all’immigrazione irregolare: l’avvio della fase pilota della «Sala operativa congiunta» a Tripoli. Si tratta del coronamento di un’intensa attività diplomatica che vede l’Italia attore centrale di un asse internazionale volto a stabilizzare la regione e smantellare le reti criminali che alimentano il traffico di esseri umani. L’attivazione della Sala Operativa è il seguito concreto del Vertice di Istanbul del 1° agosto 2025, un appuntamento internazionale che ha ridefinito la cooperazione tra i paesi della sponda nord e sud del Mediterraneo. Questo accordo ha sancito una collaborazione quadrilaterale tra Libia, Italia, Qatar e Turchia, con l’obiettivo di creare un sistema integrato di monitoraggio e intervento. Secondo l'intesa, la Sala è operata direttamente dalle Autorità libiche, ma si avvale della presenza costante di ufficiali di collegamento italiani, qatarini e turchi. Le finalità sono molteplici: sostenere gli sforzi libici nel contrasto all’immigrazione illegale, potenziare le capacità locali di ricerca e soccorso (SAR) e ottimizzare lo scambio di informazioni sensibili tra i partner. Tutto il progetto viene realizzato nel rigoroso rispetto della sovranità libica, un punto cardine per garantire la stabilità politica del Paese e assicurare che la gestione dei flussi avvenga attraverso istituzioni locali rafforzate dal supporto internazionale.