di

Carlos Passerini

Cardinale ha terminato il casting dei ds e ha scelto di seguire il modello Liverpool

Nasce il nuovo Milan. In colpevole ritardo, quando tutti si stanno già muovendo da un pezzo, ma nasce. Dopo aver individuato l’allenatore, Amorim, scelto per il suo calcio offensivo ed europeo, Cardinale ha concluso il casting per la struttura dirigenziale che dovrà supportarlo. Generalmente si fa il contrario, prima si sceglie il management sportivo e poi il tecnico, ma la verità è che i profili individuati all’inizio come head of football non sono arrivati, per un motivo o per l’altro. Il businessman americano ha così scelto «il modello Liverpool»: sé stesso al vertice, Massimo Calvelli come ad, Amorim allenatore più un gruppo di lavoro per l’area sportiva dove Hendrik Almstadt sarà il director of player trading, il responsabile degli affari di mercato. Vedremo se funzionerà.

Di certo, per quanto riguarda l’area sportiva, non ci sarà una figura unica, un referente unico, ma viene costituito un gruppo di lavoro che, nelle intenzioni del patron, si rifà al modello allargato del Liverpool, dove ognuno si occupa del proprio ambito senza sconfinare in quello degli altri, portando le competenze specifiche al servizio del club. Un comitato quasi completamente straniero, praticamente una soluzione interna, visto che i membri sono tutti già a libro paga. E stanno già lavorando per rinforzare la rosa insieme ad Amorim, assicurano dai piani alti del club. Partiamo da Almstadt. Tedesco, 53 anni, studi ad Harvard, molto vicino a Elliott e all’ex ad Ivan Gazidis che infatti lo portò in rossonero nel 2019, ha lavorato a lungo con Arsene Wenger all’Arsenal e gli si deve l’acquisto azzeccatissimo di Reijnders. Il suo è un ruolo chiave, all’interno del team, perché si occuperà delle trattative di mercato.