Doveva essere rivoluzione, alla fine rivoluzione non è. Anzi, solo Amorim nel Milan è diventato di fatto il nome nuovo che Gerry Cardinale ha portato ai suoi tifosi. Perché per il resto, le soluzioni adottate sono interne. Tutte. Dopo il no di Rangnick e l’impossibilità di arrivare a Krosche, il nuovo direttore sportivo sarà un elemento promosso internamente dalla società. Con Cardinale al vertice e Ibrahimovic subito sotto. Basta. Un modello Liverpool, si può dire. E a distanza da quel 24 maggio in cui venivano mandati via tutti gli artefici della scorsa stagione (nel bene come nel male: Furlani, Allegri, Tare e Moncada), il Milan sceglie di cambiare così e così.
Modello Liverpool
Modello Liverpool, si scriveva. O Red Bull. Con una struttura societaria che in Italia non si conosce. Sarà questa: Cardinale in prima battuta, Amorim in campo e Massimo Calvelli, già uomo dei conti rossoneri, come nuovo amministratore delegato. Resta, intoccabile, Ibrahimovic come advisor direttamente di RedBird per l’area sportiva. Mentre, sempre in qualità di advisor di RedBird, David Castelblanco (già nel CdA rossonero), seguirà la parte che riguarda gli investimenti, le operazioni e le trattative di calciomercato.











