HomeSportLa rivoluzione non decolla. Milan, rifiuti e dietrofront. Cantiere (ancora) aperto. Ozek o Boto con AmorimDa Iraola a Krosche passando per Slot e Rangnick: si allunga la lista dei “no“. Per la direzione sportiva torna in corsa il 31enne, spunta anche l’ex Benfica.Ruben Amorim (41 anni) sarà l’allenatore del Milan per le prossime tre stagioniRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciTuoni, fulmini e tempesta, in principio. Nero su bianco. "Fallimento inequivocabile". Epurazione dirigenzial-panchinara "con effetto immediato". E ancora: "È tempo di cambiamento e di una profonda riorganizzazione". Così recitava il comunicato di RedBird del 25 maggio, a nemmeno 24 ore dal patatrac col Cagliari costato la Champions. Ma 25 giorni dopo, il Milan è (quasi) al punto di partenza. Con una lista di “no” ricevuti in continuo aggiornamento. Con la rabbia dei tifosi sempre a livelli altissimi. "Per fare un tavolo ci vuole il legno, per fare il legno ci vuole l’albero" e via così, scriveva Gianni Rodari e cantava Sergio Endrigo. Il Diavolo sembra voler fare tutto il contrario. Sembra voler seguire un non meglio precisato stile Nba. Di fatto, tra colloqui, incontri, call, contatti, ha imbarcato soltanto l’allenatore Ruben Amorim. Alla faccia della gerarchia da ricostruire: prima il tecnico e poi chi avrebbe dovuto sceglierlo. Una scelta condivisa dai candidati a entrare a breve, filtra. Una scelta arrivata prima di loro, comunque. E dopo diversi rifiuti. Pronti-via e Andoni Iraola, salutato il Bournemouth, ha preferito il Liverpool. I Reds hanno dato il ben servito ad Arne Slot, altro profilo che ha scelto di non salire sul carro rossonero. Prima di lui, Xavi: altro rifiuto. L’asso nella manica, tuttavia, avrebbe dovuto essere il rivoluzionario Ralf Rangnick. Troppo rivoluzionario, però, per il senior advisor Zlatan Ibrahimovic. Così, il ct dell’Austria è rimasto tale e ha rinnovato fino al 2028: "Avevo chiesto chiarezza ai rossoneri, prima dei Mondiali. Non ce n’è stata", le sue parole.