MILANO Il Milan si affida alla soluzione interna per uscire dal vuoto di potere aperto dal licenziamento di Furlani, Tare e Moncada del 25 maggio scorso. L’unico innesto esterno resterà quello dell’allenatore, già ufficializzato nei giorni scorsi: Ruben Amorim al posto di Allegri. Per il resto ci sarà una nuova architettura dell’organigramma, ma con figure già presenti nel club rossonero.Le strategie saranno determinate da una sorta di comitato direttivo: il Red Bird Investment Team, formato da Gerry Cardinale, David Castelblanco, Massimo Calvelli e Zlatan Ibrahimovic. Castelblanco (ex Goldman Sachs, come Cardinale) è già presente nel Cda rossonero. Calvelli sarà amministratore delegato ad interim fino all’individuazione del successore di Furlani.
Kerch, Crimea
Cardinale adesso vuole avere un ruolo più operativo, quasi alla De Laurentiis per citare un proprietario italiano molto attivo nella gestione quotidiana. Le trattative di mercato saranno condotte prevalentemente da Hendrik Almstadt nel ruolo di Director of player trading. Almstadt è al Milan dal 2019, portato da Ivan Gazidis che lo aveva conosciuto all’Arsenal. Prima di passare al club rossonero era stato direttore sportivo dell’Aston Villa. Al suo fianco ci sarà Bobby Gardinier con la qualifica di Director of football intelligence, a metà strada tra capo scout e coordinatore dei match analyst.Quindi la soluzione interna prescinde da Jovan Kirovski, molto vicino a Ibrahimovic: resterà il responsabile di Milan Futuro senza essere promosso alla prima squadra. Kirovski continuerà a lavorare a stretto contatto con il responsabile del settore giovanile Vincenzo Vergine. Cardinale ha varato un modello di codecisione mutuato dal Liverpool, di cui è di fatto azionista di minoranza avendo circa il 10% di Fenway Sports Group, la società americana che controlla i Reds. Qualcosa di simile era già stato pensato dopo la cacciata di Maldini e Massara tre anni fa. Adesso, rispetto al 2023, c’è una maggiore definizione dei ruoli. Inoltre è possibile che abbia una parte significativa sul mercato lo stesso Amorim. L’allenatore portoghese, infatti, è assistito da una delle agenzie di procuratori più grandi del mondo (AS1 Sports) ed è cognato di Antero Henrique, ex direttore sportivo del Psg e ora direttore tecnico della Federazione del Qatar, uomo al centro di numerosi snodi del calcio internazionale. Restano comunque molte perplessità, a maggior ragione dopo quasi un mese di casting con tantissimi dirigenti, in particolare con due tedeschi: Ralf Rangnick e Markus Krosche, rimasti rispettivamente Ct dell’Austria e direttore sportivo dell’Eintracht Francoforte. Colloqui che non sono andati in porto per l’opposizione del club tedesco nel caso di Krosche e per le difficoltà nell’accontentare le richieste per Rangnick. Il Ct dell’Austria aveva bisogno di portare con sé quasi 20 collaboratori per sviluppare il suo progetto, tra questi anche alcuni cuochi per controllare ogni aspetto legato all’alimentazione. Difficilissimo da accontentare in breve tempo, considerate le ripercussioni su chi già lavora per il Milan nelle mansioni coinvolte. Non si capisce, però, perché allora questa fase di ricerca sia durata così tanto. Ed è inevitabile che questo epilogo lasci la sensazione di una soluzione di ripiego presa per non allungare ulteriormente i tempi utilizzando chi è già al Milan, visto che non si è concretizzato alcun accordo con i profili sondati. Senza dimenticare che, in questo modo, continuerà a mancare una figura di raccordo tra società e squadra, in grado di parlare quotidianamente con i calciatori a Milanello per offrire un supporto all’allenatore nella gestione della rosa. Sarà trovato all’interno anche il direttore sportivo dotato di patentino, richiesto dai regolamenti italiani: potrebbe essere Donato Lomonte, promosso capo scout al posto di Moncada. Ora occorre passare subito all’azione per ridare certezze a tanti collaboratori interni col contratto in scadenza. E per pianificare il mercato già partito con notevole ritardo.














