La ricerca del GSSI evidenzia che l'aumento di produttività tecnologica ed economica nelle mPMI genera un incremento del 2% nella natalità locale

La stagnazione economica che caratterizza il sistema produttivo italiano da oltre un trentennio si manifesta attraverso una serie di crisi strutturali interconnesse, per lungo tempo analizzate come fenomeni indipendenti. I dati storici delineano un quadro macroeconomico complesso: la crescita della produttività aziendale risulta quasi azzerata dal 1995, i salari reali hanno subito una contrazione del 3% rispetto ai valori del 1990, il debito pubblico si attesta a 3.112 miliardi di euro con un costo annuo di soli interessi pari a 100 miliardi, e il tasso di fecondità è sceso nel 2024 a 1,18 figli per donna, contro una media dell'Unione Europea di 1,34. Per scardinare i modelli di analisi lineare e individuare le determinanti tecnologiche ed economiche di questo blocco, il 16 giugno scorso si sono riuniti a Rieti, presso lo spazio 100×Centro, i rappresentanti di istituzioni, imprese e mondo accademico in occasione del Tavolo Nazionale della Produttività, promosso dal Centro Studi ProduttivItalia.

Il nucleo scientifico del confronto è coinciso con la presentazione in anteprima della ricerca intitolata "Quando la produttività frena la natalità: il caso delle mPMI in Italia", sviluppata in collaborazione con il GSSI - Gran Sasso Science Institute de L’Aquila. L'indagine ha preso in esame un campione massivo composto da 6.828 comuni italiani e 51.447 osservazioni statistiche longitudinali nel periodo compreso tra il 2015 e il 2022. Sotto il profilo metodologico, l'innovazione principale dello studio risiede nell'applicazione di una rigorosa strategia computazionale a variabili strumentali, un modello matematico avanzato che ha permesso di isolare la direzione causale dei fenomeni, escludendo i fattori di disturbo. Gli output della ricerca dimostrano che la produttività totale dei fattori all'interno delle micro e piccole imprese esercita un impatto diretto sull'indice di fecondità locale: per ogni incremento di 1.000 euro di valore aggiunto per singolo lavoratore nelle mPMI, l'anno successivo si registra un aumento medio del 2% della fecondità, con un'incidenza statisticamente più marcata nei comuni interni e periferici. Lo studio evidenzia inoltre come i tradizionali interventi di welfare passivo, quale la sola dotazione di asili nido, non siano sufficienti a modificare i tassi di natalità in assenza di stabilità occupazionale per i giovani adulti.