Milano, 19 giu. (askanews) – La bassa natalità e la bassa produttività non sarebbero due emergenze separate, ma fenomeni strettamente collegati. È questa la tesi al centro dell’8° Tavolo Nazionale della Produttività, promosso dal Centro Studi ProduttivItalia e ospitato a Rieti, dove è stata presentata una nuova ricerca realizzata dal Gran Sasso Science Institute (GSSI) dell’Aquila che individua un rapporto causale tra la produttività delle micro e piccole imprese e la fecondità nei territori italiani.
L’incontro, intitolato “Italia ri-produttiva”, ha riunito esponenti delle istituzioni, del mondo accademico, delle imprese, delle professioni e della cultura per discutere le cause strutturali che da oltre trent’anni frenano la crescita del Paese. Sul tavolo quattro criticità considerate tra loro interconnesse: una produttività praticamente stagnante dal 1995, un tasso di fecondità tra i più bassi d’Europa, salari reali in calo e un debito pubblico che continua a gravare sui conti dello Stato.
La ricerca del GSSI, presentata in anteprima durante il convegno, ha analizzato 6.828 comuni italiani attraverso 51.447 osservazioni relative al periodo 2015-2022. Secondo i risultati illustrati dagli studiosi, ogni incremento di 1.000 euro del valore aggiunto per lavoratore nelle micro e piccole imprese è associato a un aumento del 2% dell’indice di fecondità nell’anno successivo. L’effetto risulta particolarmente evidente nelle aree periferiche e nei territori più fragili.







