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In pochi giorni Donald Trump e, in parte, anche il suo vice JD Vance sono riusciti a distruggere le migliori relazioni nel mondo occidentale che erano rimaste loro: quelle con Italia e Israele. La motivazione è semplice: purtroppo non si trattava di amicizia, come speravamo, ma dell'idea nella testa di Trump che i due alleati principali e apparentemente più vicini a lui, sia politicamente sia personalmente, Giorgia Meloni e Benjamin Netanyahu, fossero dei suoi "fan", come ha detto lui stesso, o che facessero sempre e comunque quello che voleva lui. Assurdo pensare che due guerrieri possano ubbidire a qualcuno. Avrà pensato: Giorgia non ha concesso le basi aeree e quindi non è più un'amica; Bibi non ha evitato di rispondere agli attacchi di Hezbollah come ordinato, quindi boicotta il mio deal, e io lo scarico. Insultato anche lui come Meloni, o forse peggio: "dobbiamo tenere Bibi sano di mente"; poi l'ipotesi di fargli perdere le elezioni grazie all'influenza che avrebbe nel Paese e infine l'attacco di Vance, il quale ha detto che "Israele farebbe bene a tenersi caro Trump", perché ha già tutto il mondo contro.

Iran-Usa, è già stallo. Trump "incendia" i negoziati (e attacca ancora l'Italia)