13:2818 giugno 2026Trump, «invidiosi, cattivi o stupidi» chi critica l’accordo con l’IranIl presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato oggi che gli “sciocchi” che hanno affermato che il suo accordo per porre fine alla guerra in Medio Oriente non fosse “abbastanza duro con l’Iran” sono “invidiosi, cattivi o stupidi”12:5918 giugno 2026Il Papa: «Denaro sprecato in uccisioni, sperperato da chi fomenta guerre»“Non posso fare a meno di pensare a quanto denaro venga sprecato in uccisioni, sperperato da tanti che fomentano guerre”, “come possiamo non pensare al doloroso esodo dei cristiani orientali dalle loro terre?”, “c’è una piaga, un flagello nato dalla guerra, una piaga che continua a prosciugare la linfa vitale delle Chiese orientali in particolare. La definisco con una sola parola: instabilità”. Lo dice il Papa parlando di “società indebolite dall’instabilità istituzionale, dalla presenza di bande armate che si spartiscono il territorio e da un sistema politico influenzato e, non di rado, manipolato da agenti e interessi esterni”.“Guardandovi - ha detto Leone ai membri della assemblea plenaria della Riunione delle Opere per l’Aiuto alle Chiese Orientali - e pensando al servizio silenzioso e benefico che svolgete, e ai tanti benefattori che attraverso di voi destinano risorse a chi ha bisogno, non posso non pensare a quanto denaro, in questo oscuro frangente storico, viene sprecato per uccidere, gettato via da tanti che fomentano le guerre. Mentre voi generate vita, loro seminano morte; mentre voi tendete la mano al fratello, loro trovano nemici da schiacciare; mentre voi create dialoghi, loro ricercano monologhi; mentre voi aprite vie di speranza, loro rinchiudono i popoli nella paura; mentre voi costruite futuro, loro distruggono il presente”. “Figlia della guerra - ha detto dunque Leone con particolare riferimento ai cristiani del Medio oriente - , c’è una piaga di cui vorrei parlare oggi e che continua a dissanguare soprattutto le Chiese Orientali. La definisco con una parola: instabilità. Quando un visitatore si reca in un Paese che ha conosciuto conflitti sui quali è poi calato il silenzio, le cose sembrano generalmente tranquille, anche se fortemente segnate dai drammi del passato. Eppure quelle società sono indebolite dall’instabilità delle istituzioni, dalla presenza di bande armate che si spartiscono il territorio, da una politica condizionata e non di rado manipolata da agenti e interessi esterni, che non opera con libertà, ma si barcamena tra mille sotterfugi, accordi segreti e interessi di parte”. “E così - continua - si ingenera una perenne precarietà, che soffoca le possibilità di sviluppo e ricade sempre sulla pelle dei più poveri. Questo fa sì che in molti Paesi la paura e l’insicurezza dominino ovunque: il lavoro appare precario, il pagamento dei salari discontinuo, la sanità, quando funziona, va a singhiozzo, l’istruzione è provvisoria. E ciò a discapito della gente comune, delle famiglie, dei bambini e dei giovani, degli anziani e degli ammalati. Diventa un dramma che pesa sui cuori di tutti, divora la speranza e impedisce la costruzione del futuro, favorendo la compulsione ad andarsene, come accade per tanti nostri fratelli e sorelle nella fede, specialmente in Medio Oriente”. “Vorrei rivolgere ancora una volta un appello - ha quindi affermato - a riflettere sulle conseguenze della guerra e della precarietà, e a prevenirle con intelligenza e responsabilità, perché tutto ciò non è frutto di un destino inevitabile, ma di libere scelte e quindi di responsabilità moralmente imputabili. La storia dimostra come le trame della violenza e della prepotenza, del potere e del dominio, dei guadagni conseguiti senza giustizia e senza scrupoli, si ritorcono non solo contro chi le subisce, ma anche contro chi le persegue. Sollecitiamo le coscienze perché siano sensibili allo sdegno; e si ridestino il rispetto per l’umanità e un doveroso senso di civiltà!”.11:5718 giugno 2026Accordo Iran-Usa: cosa succederà in Svizzeradi An.Man.Probabilmente non ci sarà nessuna cerimonia ufficiale domani 19 giugno in Svizzera per la firma dell’accordo tra Iran e Stati Uniti che porterà a un cessate il fuoco tra i due Paesi dopo quasi quattro mesi di guerra. Almeno così sembra, visto che il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha escluso qualsiasi forma di celebrazione per la firma del memorandum d’intesa che è già avvenuta digitalmente. E anche il primo ministro del Pakistan, Shehbaz Sharif, ha prima fatto riferimento in un post su X a una cerimonia e poi ha cancellato il post. Questo nonostante fino a ieri i media statunitensi riportavano che una cerimonia per la firma ci sarebbe stata e sarebbero stati presenti il vicepresidente JD Vance e il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf. Ma non c’è stata nessuna conferma dell’incontro e non è chiaro a questo punto se avrà luogo anche se ancora non è del tutto escluso.Domani a Burgenstock, in un resort vicino al lago di Lucerna, dovrebbero comunque partire i primi colloqui sul nucleare iraniano tra Washington e Teheran, la cui durata di 60 giorni «non è inderogabile», ha precisato Donald Trump da Parigi. Il governo svizzero ha confermato l’inizio dei colloqui, aggiungendo che «allo stato attuale, il piano prevede ancora che Stati Uniti e Iran, insieme ai mediatori Pakistan e Qatar e ad altri paesi coinvolti, si incontrino domani a Burgenstock per i negoziati iniziali sull’attuazione dell’accordo». In un comunicato, il ministero degli Esteri svizzero ha dichiarato che «al momento non sono disponibili ulteriori informazioni in merito al programma e ai dettagli dell’incontro».