Potremmo chiamarla «licenza a punti». È la novità che arriverà in consiglio comunale il prossimo 29 giugno. A fine luglio, infatti, scadrà la delibera che nel 2023 ha bloccato l’apertura di nuovi locali food and beverage in tutto il Centro storico. E bisogna correre ai ripari per evitare che spritzerie e friggitorie take away invadano, più di quanto hanno già fatto, il centro storico. Come? L’amministrazione ha lavorato in questi mesi al «piano per la programmazione delle aperture degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande». Cosa prevede? Che per avere l’ok all’apertura di un nuovo locale al Centro storico bisognerà rispettare determinati standard qualitativi. Come saranno valutati? Attraverso un punteggio minimo da raggiungere sulla base dei vari criteri stabiliti dal Municipio. E la soglia da raggiungere varia a seconda del prestigio della piazza o della strada in cui si vuole lavorare. Il centro città viene diviso in due aree.

Una «zona A» che è quella di maggior pregio che a sua volta è divisa in tre fasce di colori: l’area rossa (tra cui ci saranno sicuramente i Decumani, il lungomare, i Quartieri spagnoli e l’area di Chiaia) dove bisogna tenere gli standard più alti e poi via via a scendere nell’area arancione e in quella gialla. Poi c’è la cosiddetta «buffer zone», l’area cuscinetto che circonda il centro storico, che nella mappa allegata alla delibera è colorata d’azzurro.Fuma a bordo del treno Roma-Napoli: uomo aggredito dagli altri passeggeriQuattro colori diversi a cui corrispondono le fasce di «tutela» della città dall’invasione di locali di somministrazione. E quindi un diverso standard qualitativo da raggiungere. Particolari disposizioni riguardano poi due strade del Centro: Port’Alba e San Gregorio Armeno. Nella prima è ammessa soltanto l’attività libraia, nella seconda solo la produzione e vendita di prodotti dell’arte presepiale e dei pastori. Lontano dal Centro, nelle aree periferiche, basterà presentare la vecchia Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) per aprire un locale. I criteri Oltre al sistema a punti, però, ci sono anche i «criteri strutturali» minimi che valgono per le aree di maggior pregio. E vale a dire: superficie destinata alla somministrazione non inferiore a 30 metri quadri, locali accessibili a diversamente abili e installazione di sistemi di sicurezza. Poi ci sono i «criteri gestionali». E quindi il sistema di punteggio. In base alla grandezza del locale si ottengono dai 10 ai 30 punti.Napoli, scoppia incendio all'ospedale del Mare: fiamme e fumo visibili da grande distanzaAnche una buona disponibilità di posti a sedere fa punteggio. Dare la possibilità di andare in bagno anche a chi non consuma dà 10 punti e avere due servizi igienici ne garantisce 20. Ma anche la quiete dà punteggio. L’insonorizzazione regala 30 punti, la chiusura entro le 24 ben 40. La vigilanza esterna dopo le 22 vale 30 punti. Un locale climatizzato avrà 30 punti. Attenzione all’ambiente: apparecchiature a risparmio energetico garantiscono 25 punti. Dalla somma di tutto ciò si ottiene il punteggio totale. Nelle aree più prestigiose bisognerà arrivare a 120 punti, nella buffer zone ne basteranno 70. Regolamento che è già stato discusso in commissione e che andrà all’esame del prossimo consiglio comunale. La movida Nella stessa riunione del consiglio comunale ci sarà anche la delibera sulla movida. Il nuovo regolamento sul by night sarà valido per tutta la città e darà maggiore flessibilità oraria per la vendita da asporto. E soprattutto supererà le ordinanze a tempo e limitate ad alcune zone. Che, lì dove sono vigenti (in alcune parti del centro storico e a Chiaia) non convincono pienamente i residenti e soprattutto fanno infuriare i commercianti. E non piacciono nemmeno agli avventori. Ma sulle limature di questo provvedimento, alla ricerca di un’intesa che tenga conto di tutte le esigenze, va ancora trovata un’intesa definitiva nella maggioranza del sindaco Gaetano Manfredi. Che però vorrebbe il provvedimento approvato in aula entro fine mese. Insomma, entro luglio sul fronte commerciale in città dovrebbero cambiare davvero tante cose.