Movida, il Consiglio di Stato respinge l’appello dei locali di vico Quercia e li condanna al pagamento delle spese legali che si liquidano in complessivi 5 mila euro, pro quota, nei confronti di ciascuna parte costituita. Cinque “baretti” della strada si erano rivolti al Consiglio di Stato per chiedere di riformare la decisione del Tar che aveva accolto il ricorso dei cittadini che hanno proposto una azione “avverso il silenzio serbato dal Comune” al quale avevano chiesto di “adottare ogni atto idoneo volto a ridurre e a ricondurre a livelli di normale tollerabilità le immissioni acustiche derivanti dall’esercizio di attività economiche e dall’afflusso dei clienti nell’area da loro abitata.

E di “adottare un’ordinanza contingibile e urgente affinché non si verifichino più immissioni acustiche che superino la normale tollerabilità ed i valori assoluti di cui al piano di zonizzazione acustica, oltre ad ogni altro ed ulteriore provvedimento a tutela della salute e della salubrità dell’ambiente anche con limitazione, in via di urgenza, delle licenze di commercio”. Ordinanza adottata dal sindaco Gaetano Manfredi con limitazioni all’orario di apertura e soprattutto alla vendita di asporto. Anche questo tentativo degli imprenditori del by night, dopo un’altra pronuncia del Tar, quindi, è stato respinto.