«Sospensione delle attività di somministrazione» per un'intera settimana: il Comune di Napoli ha appena diffuso una sequenza di provvedimenti contro i locali della movida fracassona. Le notifiche sono indirizzate a baretti dislocati in quasi tutte le aree del divertimento notturno da via Cavallerizza a vico San Giovanni Maggiore, da via Giovanni Paladino a via Bisignano, via Santa Teresa a Chiaia, vico San Geronimo alle Monache, vico Belledonne a Chiaia.
I nomi dei locali sottoposti a chiusura sono tutti coperti da “omissis” anche se è facilmente individuabile quali sono, tramite gli indirizzi e i numeri civici che, invece, sono liberamente visibili nei documenti resi pubblici da palazzo San Giacomo. Per tutti i locali la sospensione va da mercoledì 12 a martedì 18 agosto, la settimana a cavallo con il lungo week end di Ferragosto.La vicenda si inserisce nella più complessa questione delle limitazioni alla movida con la decisione del Comune di Napoli sugli orari di chiusura dei locali (dalla domenica al giovedì entro l’una, il venerdì e il sabato alle 2) e il divieto di asporto dalle 22.30. Sul tema si è innestata anche la Prefettura che è scesa in campo intensificando i controlli in vista della stagione estiva. La settimana scorsa, nel corso di una riunione, convocata dal prefetto di Napoli, Michele di Bari, si è deciso per una intensificazione delle attività di controllo per la sicurezza del popolo della notte ma anche sulla regolarità amministrativa dei locali.Le attività sospese dal Comune, hanno ricevuto una sanzione per il mancato rispetto delle norme sulla zonizzazione acustica: nel documento si precisa che «le attività che emettono musica senza alcun tipo di autorizzazione sono sempre sanzionabili ai sensi della normativa vigente, indipendentemente dalla circostanza che tale emissione di musica avvenga a porte aperte o chiuse». Secondo i rilievi del Comune nessuna delle attività sanzionate è stata in grado di mostrare la documentazione adeguata a garantire le emissioni musicali.I provvedimenti sono impugnabili presso il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania entro il termine di 60 giorni, oppure con ricorso straordinario al Capo dello Stato, entro il termine di 120 giorni dalla notifica.









