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Luca Bertelli
L'ex attaccante al podcast di Sportium Fun: «Baggio era il mio idolo e nel 1998 debuttai al Mondiale con lui: fantastico. I giocatori italiani stanno male più di tutti a vedere il Mondiale, il problema è generazionale ora. La vittoria nel 2006 senza di me? Ora non ci penso più, ma per tanto tempo non è stato così. Lippi mi avrebbe portato, un mese e mezzo prima mi feci male: è la vita»
Pensi al Mondiale e pensi a Christian Vieri. Era un cecchino infallibile nei grandi eventi con la maglia azzurra: ai campionati del mondo ha segnato 9 reti in 9 incontri pur avendo giocato solo due edizioni, nel 1998 e nel 2002. Intervistato da Sandro Sabatini nel podcast di "Sportium fun", l'ex attaccante ha parlato della sua storia ai Mondiali e non solo.
«Non c'è mai stato un centravanti mancino, ce ne sono 2-3 della mia stazza nel mondo - racconta - Il mio segreto? Avevo fame e volontà, certo, ma Mondonico mi diceva sempre che con il mio fisico dovevo allenarmi più degli altri perché ero grosso, le mie doti sarebbero uscite. Quella è stata la mia forza. Tre allenatori sono stati fondamentali nella mia carriera: Rampanti alla Primavera del Torino, Maldini nella nazionale Under 21 e Mondonico che mi fece esordire al Toro e poi mi ha voluto all'Atalanta.Lippi? Lui mi fece fare il salto di qualità per diventare incontenibile: mi fece capire che dovevo prepararmi 2-3 ore prima dell'allenamento, mi disse che avevo tutti gli strumenti e toccava a me. Lo dico anche a Pio Esposito, che molti paragonano a me: "All'Inter puoi diventare il più forte, dipende da quanta voglia hai"».








