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Luca Bertelli

L'ex portiere, ora 66enne, alla Rsi: «Il mio record di imbattibilità ancora resiste, ma quel terzo posto al Mondiale da imbattuti non mi è mai andato giù, così come la finale persa all'Europeo Under 21 con la Spagna, sempre ai rigori. L'allenatore per la nazionale? Manca la base, non è in panchina il problema».

Giornate Mondiali, tempo di confessioni e ricordi per chi ha vissuti da protagonista. Come Bobo Vieri, anche Walter Zenga ha riavvolto il nastro, ospite della tv svizzera per commentare le partite che si stanno disputando in Stati Uniti, Canada e Messico. E non ha potuto non menzionare l'unico Mondiale disputato, quello del 1990 (nel 1986 fu convocato ma non scese in campo), nel quale in pochi minuti passò da eroe (non aveva subito un gol nelle prime cinque partite) a bersaglio.

E proprio di quell'uscita sbagliata su Caniggia ha parlato alla Rsi: «Noi prendemmo gol dopo circa 20 minuti del secondo tempo per un mio errore di valutazione: non ho visto Caniggia partire, se lo avessi visto partire io non sarei andato. Non prendevo gol in nazionale da circa 12 partite - ha ricordato - la mia delusione in quel momento non era per il risultato, perché avevamo tempo per vincere ancora, ma per il fatto di aver deluso una marea di persone, a partire dall'allenatore, per passare ai compagni di squadra e ai tifosi. Penso di non aver detto una parola per 2-3 giorni, tra amici non servono neanche le parole: avevamo fatto la stessa identica nottata insonne a Valladolid, insieme, nel 1986, per la sconfitta ai rigori nella finale Under 21 con la Spagna. Poi perdemmo anche una semifinale all'Europeo con l'Unione Sovietica nel 1988. Roberto Baggio dice che si sogna ancora il rigore con il Brasile e anch'io mi sogno ancora quell'uscita».