di
Luca Bertelli
I due campioni (insieme ad altre leggende Fifa) parlano al podcast "Futebol Legends" e raccontano anche i loro rigori Mondiali. Baggio: «Avevo spiazzato Taffarel, ancora non capisco perché ho tirato alto: non mi è mai capitato in carriera». Ronaldo: «Non si è preparati per una tensione del genere, è qualcosa di disumano». Materazzi: «Me la facevo sotto, ma Barthez sembrava Domenico Dolce di Dolce e Gabbana...».
Parata di stelle al Mondiale di calcio. Anche nelle tribune, anzi spesso soprattutto qui: la formazione delle Legends coinvolte da Gianni Infantino è un dream team e alcuni tra questi fenomeni si sono ritrovati ospiti del podcast brasiliano "Futebol Legends". I nomi, altisonanti: Roberto Baggio, Ronaldo, Roberto Carlos, Romario, Marco Materazzi e Gabriel Omar Batistuta. In un dialogo multilingue, sono state soprattutto le parole di Baggio e Ronaldo a risuonare con più forza quando gli infortuni, che hanno condizionato la loro carriera, sono diventati il fulcro della conversazione.
Roby ha detto: «Smettere per me è stata una liberazione, non ho provato depressione, anzi: mi sono rotto il ginocchio a 18 anni, non ho giocato sino a 20 e tutti mi dicevano che non sarei tornato. Quell'incidente mi ha condizionato la vita: non avevo più tono muscolare, mi era stato asportato un pezzo di muscolo per sistemare il crociato, era un infortunio a causa del quale nel 1985 si smetteva, ho giocato sino a 37 anni e mezzo con tanta sofferenza e con sedute extra per mantenere un tono muscolare adeguato, mi dicevo che forse un giorno mi sarei alzato senza dolore. Non voglio farmi compatire, è solo che ognuno ha una storia unica e insostituibile. Andrebbero raccontate per aiutare tante persone che soffrono di depressione: è una condizione vitale nostra che va gestita, bisogna godersi ogni momento della vita».











