Ha scalato l'Olimpo più col lavoro che col talento. Ora rilancia per Euro '28 e i 1.000 gol

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Chi ha creduto che dietro le lacrime dopo l'eliminazione contro la Spagna si nascondesse anche la malinconia dell'addio rischia di restare spiazzato, perché Cristiano Ronaldo non molla, anzi. Basta Mondiali, questo sì, ma il nuovo obiettivo sembra essere il prossimo Europeo 2028, con un nuovo ct che, giusto per fare vedere chi comanda, si porterà direttamente da Riad, quel Jorge Jesus con cui ha appena vinto la Saudi League. Vuole i 1.000 gol in carriera (ora è a 976), non vuole smettere, non accetta chi lo contesta.La parabola di CR7, vista attraverso il rigore della storia, resta una delle più straordinarie lezioni di volontà mai offerte dallo sport. Cristiano è la dimostrazione vivente che si può scalare l'Olimpo anche senza essere stati baciati dal talento divino di Pelé, Maradona o del suo eterno rivale Leo Messi. Ronaldo è un titano costruito in laboratorio, un'opera d'arte forgiata con il lavoro, la disciplina, l'ossessione per il dettaglio e una ferocia mentale ai limiti del patologico. Dove gli altri hanno ricevuto l'ispirazione dall'alto, lui ha risposto con un'ora in più di campo o palestra, con una fame che non si è mai placata, nemmeno dopo cinque Palloni d'Oro. Nessuno prima di lui aveva segnato in 6 Mondiali consecutivi e nessuno, probabilmente, ci riuscirà dopo.