Bologna ha tenuto il forno acceso dalla mattina, e a sera il selciato di Piazza Maggiore restituisce ancora il calore come una brace coperta. È un sabato sera alla vigilia del primo giorno d'estate: domani il solstizio, e dunque questa è l'ultima notte di primavera — si fa per dire, perché sembra agosto inoltrato. Eppure la piazza si riempie, sedia dopo sedia fino al sagrato di San Petronio, ventagli, bottiglie d'acqua passate di mano, quel brusio paziente che precede le proiezioni sotto le stelle. Davanti al grande schermo l'Orchestra del Teatro Comunale accorda, e nell'attesa che la luce cali del tutto penso che è la prima volta che metto piede a Cinema Ritrovato, alla sua quarantesima edizione, dopo una settimana che mi ha portato da un podio scaligero a una basilica ravennate, e che adesso si chiude qui, all'aperto, su un film il cui titolo originale è una parola sola e dice tutto: "Sunrise". L'alba.

Da Milano a Ravenna a Bologna ho inseguito, senza essermelo proposto, la stessa immagine — quel verso del "Paradiso" XI che il Ravenna Festival ha scelto quest'anno come motto, «Nacque al mondo un sole», detto da Dante a proposito di Francesco — e ora la trovo distesa su uno schermo grande come una casa.