«Non mi sento smarrito nel mio buioe la realtà a volte mi appare più chiara»
LA STORIA. Alessandro Ricotta è non vedente: insegna storia e filosofia al Liceo Classico Sarpi. «Ora la tecnologia rende le cose più accessibili».
Lettura 6 min.
«La speranza - scrive Desmond Tutu - è poter vedere che c’è luce nonostante tutta l’oscurità». È questo il filo che attraversa il cammino di Alessandro Ricotta, non vedente, 50 anni, di Bergamo, in tutto ciò che fa: «C’è chi si sente smarrito al buio - spiega - per me invece è una condizione abituale, non mi crea alcuna ansia o confusione. Potrei dire perfino che in certe situazioni mi permette di avere una visione più chiara, più ampia della realtà». Alessandro insegna storia e filosofia al liceo classico statale Paolo Sarpi, in Città Alta, ed è proprio lì che lo incontriamo: un posto che per lui, negli ultimi vent’anni, è diventato come una seconda casa.
Nella sua cartella porta con sé una tastiera in braille, che gli fa da taccuino: uno strumento agile, efficiente, che contiene anche il suo registro personale, dove salva i file delle sue note. Le dita corrono sicure sui tasti, formando parole che Alessandro abita senza vederle.







