Zero nostalgia del passato, robusta consapevolezza del presente, sconfinata fiducia nel futuro. È la ricetta di Riccardo Luna, per affrontare e superare le distorsioni e i divari di un tempo tecnologico in cui sono ormai chiarissimi i contorni del danno procurato agli esseri umani, soprattutto quelli delle fasce più giovani e più fragili, da strumenti nati invece per migliorarne l’esistenza. Sono i temi di “Qualcosa è andato storto – Come i social network e l’intelligenza artificiale ci hanno rubato il futuro”, il volume che il giornalista e editorialista del Corriere della Sera sta mettendo al centro di un articolato e appassionato cammino di divulgazione, in Italia e all’estero. Una delle tappe più impegnative si è svolta nei giorni scorsi in Sicilia e ha visto l’autore impegnato tra Palermo, Messina e infine Catania. L’itinerario ha preso il via nell’ambito di “Connessioni Digitali” a Palermo, ai Cantieri Culturali alla Zisa, è proseguito a Messina e si è concluso in occasione del Catania Book Festival.A Messina in libreria e nella sede di Gazzetta del Sud Il percorso messinese, articolato in due giornate dense di appuntamenti, è partito tra l’IC di Torregrotta e il pomeriggio alla Libreria Feltrinelli. Aperto dal direttore Salvo Trimarchi e coordinato da Giacomo D’Arrigo, l’incontro ha analizzato il passaggio dall'utopia digitale al profitto algoritmico. Alessandro Morelli, direttore di Scipog Unime, ha invocato l’adozione del testo di Luna nelle scuole per la sua capacità di denunciare un digital divide ormai culturale e cognitivo. La nascita dei social, un tempo salutata come un “dono di Dio”, si è scontrata con un sistema che usa le esperienze dei singoli come materia prima per massimizzare il profitto, trasformando la rete in un Colosseo Digitale, come prefigurato da Paolo Benanti nella postfazione. Simona Paratore, amministratrice delegata di E-spesia, ha controbattuto esortando a dominare la tecnologia attraverso l’etica, mentre Giampiero Neri, responsabile comunicazione di WebDiocesi per la CEI, ha lanciato un allarme sulla "bontà dei dati": addestrare l'IA con asimmetrie e disinformazione significa condannare le future generazioni a un'ignoranza programmata. In serata, Luna è stato al polo di Società Editrice Sud, accolto dal vicepresidente Giuseppe Ilacqua e dal redattore capo Lucio D’Amico, visitando le redazioni e il centro stampa in piena attività produttiva, tra il profumo dell’inchiostro e i ragionamenti sul futuro dell’editoria cartacea. Ha anche ricevuto in dono per la sua collezione di esemplari d’epoca una riproduzione della prima copia della Gazzetta del Sud, del 13 aprile 1952.In Ateneo con la GDS Academy e ALuMnime e poi al CTV I due eventi promossi da ALuMnime, l’associazione di ex allieve e allievi UniMe, hanno quindi inaugurato il Maggio dei Libri a Messina. In mattinata, al Dipartimento di Giurisprudenza, l’incontro organizzato con la GDS Academy di Gazzetta del Sud nell’ambito del laboratorio di giornalismo UniMe GDS Lab: un abbraccio avvolgente con studentesse e studenti UniMe, della testata universitaria UniVersoMe (che lo hanno intervistato) e delle delegazioni dell’ITT LSSA “Copernico” di Barcellona, dei licei Archimede e Maurolico, dell’IIS Antonello e del plesso “Cesareo” dell’IC Villa Lina Ritiro Battisti Foscolo, partecipanti al progetto “Gazzetta del Sud in classe con Noi Magazine”. E proprio lo storico inserto giovane ospiterà nelle prossime edizioni i lavori realizzati da studentesse e studenti che hanno partecipato all’incontro. Ad accogliere l’autore è stato l’intervento del prorettore vicario Giuseppe Giordano secondo cui il contributo di Luna diventa una “scossa” contro l’illusione che la capacità critica possa ridursi a semplice automatismo: «A pensare bisogna essere educati ed autoeducarsi». Messaggio condiviso dalla prof.ssa Cinzia Ingratoci che, portando il saluto del direttore del Dipartimento Alessio Lo Giudice, ha ben delineato l’ambivalenza del digitale tra promesse e tradimenti. Sul fronte dell’informazione, il direttore di Gazzetta del Sud Nino Rizzo Nervo, ha rivendicato la missione del giornale quale strumento per riconsegnare i giovani alla lettura, fronte sul quale il quotidiano è impegnato da trent’anni. Necessario, in quest’ottica, un nuovo patto tra tecnologia e società che ripristini i tre pilastri erosi dall’innovazione: trasparenza, etica e responsabilità. L’intervento della consigliera dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia e redattrice della redazione digitale della Gazzetta Tiziana Caruso ha poi messo a nudo le ferite di un ecosistema dove la promessa di una libertà informativa è naufragata in saccheggio di dati e disinformazione. Spostando l’attenzione sul piano normativo, il presidente di ALuMnime Francesco Rende ha analizzato la metamorfosi di internet da risorsa a minaccia, invocando una regolamentazione più stringente.