Il linfoma, l’autotrapianto e la rinascita: «La vita è bella, la speranza è il motore»

LA STORIA. Andrea Menghini, la malattia e poi le staminali. «Dopo la guarigione abbiamo fatto rinascere l’Avis di Boccaleone».

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«Il vero dono della gratitudine - dice Robert Holden, scrittore e psicologo britannico - è che più sei grato, più diventi felice». Un’attitudine che si rispecchia nel sorriso di Andrea Menghini, 56 anni, di Boccaleone, che dopo un linfoma ha ritrovato slancio, voglia di vivere e di prendersi cura delle persone a lui vicine.

Prima di tutto «Quelli della Torre 6» dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII, che nel periodo delle terapie e di un lungo ricovero sono diventati come una seconda famiglia: «Medici, infermieri, volontari - osserva - perché mi sono stati vicini e si sono presi cura di me sia dal punto di vista sanitario sia umano. Ma anche pazienti e caregiver, che affrontano ogni giorno prove durissime, e hanno tanto bisogno di vicinanza e speranza». L’inizio della malattia