A forza di prendersi cura di una persona cara la si può rendere dipendente, quindi fragile, incapace di crescere, di emanciparsi, di fare scelte autonome. A quel punto la cura non è amore, ma appunto controllo
di
Aldo Cazzullo
La cura, scrive Concita De Gregorio nel suo ultimo libro che porta appunto questo nome bellissimo, La cura (Einaudi), è un forma di controllo, quindi di potere. Del tema discutiamo da anni in questa rubrica. E ci siamo detti che la cura è una forma di potere sia nel senso privato, dei rapporti tra le persone, sia nel senso pubblico, dei rapporti tra i cittadini e la società, le istituzioni, il pianeta stesso.
Nessun uomo ha più potere su un altro del medico sul malato. Non a caso accade, ad esempio, di innamorarsi del medico che cura una persona cara. Ma la cura è una forma di potere anche in politica, ora che abbiamo capito che la specie umana è fragile, e anche la Terra lo è.







