Per una volta non cominciamo l’analisi su questa parola dalle origini, dalla sua storia, dall’evoluzione del significato. Cominciamo guardando la bella immagine disegnata da Doriano Solinas per illustrarla. Noi vediamo un abbraccio, ma ci racconta molto di più. Ci svela la ricchezza di emozioni, corrispondenze, scoperte e conferme, quell’ intreccio d’amore che dell’amore è il centro: la cura uno dell’altro.
Una sollecitudine antica. Esaminare la parola cura è meno semplice di quanto potrebbe apparire: deriva dal latino cūra, originariamente coira o coera, legato ai concetti di attenzione, sollecitudine e preoccupazione. Secondo alcuni linguisti è connessa al cuore (cor), suggerendo un profondo coinvolgimento emotivo. Altre interpretazioni moderne lo collegano a radici più antiche (come la radice proto-indoeuropea *kʷeys-/*(s)kewh-, ovvero "osservare, fare attenzione”), che ci indica appunto l'osservare, la vigilanza e l'attenzione vigile.
La conferma e l’evoluzione. Se leggiamo le analisi più diverse sull'origine del sostantivo “cura” troviamo chi sottolinea come il suo significato sia rimasto sostanzialmente invariato per oltre due millenni e chi, ricordando la discendenza dal latino cūra, curae sostiene che nei secoli ha subito cambiamenti di significato in relazione ai mutamenti della società, dei rapporti civili, sociali e religiosi. Cūra corrisponde a premura, preoccupazione, amore (o persona/cosa amata), amministrazione, occupazione, ornamento, studio, custodia, coltivazione/allevamento, guarigione, curiosità, interesse.












