“Da quando sono mamma, il mio modo di essere medico è cambiato: ho capito che dietro ogni paziente c’è un filo invisibile che lo lega a qualcuno che lo aspetta a casa. Oggi, quando guardo una madre preoccupata, non vedo solo un parente a cui dare informazioni, ma sento il battito del suo cuore. La maternità mi ha tolto la corazza della perfezione e ha amplificato la mia empatia”.
Nel cuore di Ilaria Mataro, 42 anni, dirigente medica specializzata in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva presso l’U.O.C. Centro Grandi Ustionati dell'A.O.R.N. Antonio Cardarelli di Napoli (l’unico centro in Italia con una terapia intensiva dedicata per i grandi ustionati), c’è spazio per tante cose e per tante persone. Per il suo lavoro in clinica, la sua grande passione. Per la ricerca, che la porta spesso in giro per il mondo. Per i suoi pazienti, che cura per la vita. Per suo marito, che la sostiene passo dopo passo. E soprattutto per sua figlia Vittoria Maria, un dolcissimo scricciolo di tre anni e mezzo, il suo più grande successo. In occasione della Festa della Mamma, che si celebra domenica prossima, Mataro ci lascia intravedere i “salti mortali” che le consentono di essere un eccellente chirurga e allo stesso tempo una mamma dolce e presente.






