Miriam ricorda bene quel giorno. "Era un controllo di routine, uno di quelli che fai senza nemmeno pensarci troppo. Non avevo alcun sintomo. Poi, invece, è arrivato il risultato, gli esami successivi, e quella parola che ti spacca la vita in due: carcinoma".
La maternità, un pensiero fisso
A 38 anni, hostess di volo abituata a guardare il mondo dall’alto, si è sentita crollare. Il pensiero fisso era la maternità: "Credevo che non avrei mai potuto diventare madre. Quello che desideravo da anni sembrava svanito in un attimo".
Miriam, infatti, da tempo cercava un figlio e si era già rivolta a un centro di procreazione medicalmente assistita. Proprio durante un controllo di routine, tramite Pap test e successivi approfondimenti, arrivò la diagnosi: carcinoma invasivo del collo dell’utero in stadio 1B1, di circa due centimetri. La stadiazione confermava l’assenza di metastasi e di coinvolgimento linfonodale.
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