Proveniente da una solida esperienza come disegnatore Disney, Andrea Ferraris diventa autore unico di graphic novel di matrice storica negli anni ’10, con Churubusco, e La Lingua del diavolo. Tra questi due lavori esce l’importante reportage La Cicatrice, (Oblomov, 2017) realizzato con Renato Chiocca, nato dal viaggio sul confine Messico-Stati Uniti. Avanza così la produzione del fumettista genovese, che alterna un romanzo lungo, come Temporale (Oblomov, 2024) ai piccoli reportage di sei pagine che dal 2024 sono apparsi su Internazionale e su La Revué Dessinée. Oggi quattro di questi racconti migranti, si trovano pubblicati nel volume La Petite Sicile, con una storia autobiografica dalla quale il libro prende il titolo. Abbiamo raggiunto l’autore per conversare sul senso di questo progetto.
Le migrazioni sono la cifra della disuguaglianza, ma oltre alla dimensione civile in questi racconti palpita una motivazione biografica…
I miei nonni sono stati migranti. Dalla Sicilia e dalla Sardegna si sono spostati nel nord dell’Africa con le loro famiglie. Io sono cresciuto a Genova in una casa che dividevamo insieme a loro. Mio nonno era un grande narratore, i suoi racconti mi affascinavano. La loro vita in Africa, a Tunisi, i suoi viaggi in Libia e poi in Eritrea hanno riempito di immagini e profumi la mia adolescenza. Ho viaggiato grazie a lui. Forse anche per via di questi racconti sono diventato un narratore e naturalmente appena ho occasione cerco di mettermi anch’io in viaggio.








